Rifiuti a Napoli: i politici tornano a parlarne

Fotomonnezza

Cassonetti riversati a terra, saracinesche semi abbassate perché non si capisce se valga la pena restare aperti o meno. Rifiuti a terra, sacchetti sbrindellati e tanta spazzatura tutta intorno. Dalla provincia di Napoli al capoluogo campano e’ così la stessa immagine per tutti. La stessa identica istantanea. La protesta dei cittadini dilaga, quella di chi vuol far rimuovere una volta per tutte questo scempio ma anche quella di quanti, come sta accadendo a Caivano e Acerra, dicono di no all’apertura di siti di stoccaggio. Ma il sindaco di Napoli non ci sta. Luigi De Magistris e’ seriamente intenzionato a risolvere la questione e ribadisce con forza la sua volontà di liberare la città dal degrado e fa sapere che “Malgrado i tentativi di sabotaggio messi in atto in queste ore da certi ambienti refrattari ad accettare la svolta politica che stiamo attuando nella città, noi andiamo avanti e cercheremo di far rispettare gli accordi presi”. Il primo cittadino di Napoli poi spiega “quando parlo di certi ambienti non escludo ovviamente il crimine organizzato, perché non può sfuggire il dato secondo cui in alcune zone la raccolta dei rifiuti e’ stata possibile mentre il altre no”. L’amministrazione e’ da qualche giorno a lavoro su un piano alternativo fondato sull’autonomia della città per portare a compimento quanto stabilito nella prima delibera di Giunta dell’era De Magistris dato che governo, regioni e province hanno abbandonato Napoli a se stessa. Secondo l’ufficio flussi della regione Campania, lungo le strade della città di Napoli vi sarebbero 1.550 tonnellate di spazzatura (la produzione quotidiana in questo periodo si aggira intorno alle 1.300 tonnellate) ma i cumuli disseminati ovunque sono vistosi e fonte di disagio per tutti i cittadini. Non sembra andare meglio nemmeno in periferia, dove l’allarme e’ altissimo nella zona flegrea e da qualche ora, la situazione di emergenza si e’ estesa anche al comune di Giugliano dove gli auto compattatori non hanno raccolta neanche lungo le strade del centro. Disagio e problemi anche per Pozzuoli, Quarto e Casoria. Giornate di proteste e di vertici dunque, l’uno dietro l’altro per arrivare ad una soluzione, individuare un’area dove poter almeno parcheggiare i sacchetti che dovrebbero finire negli stir che attualmente hanno i magazzini pieni di pattume trattato e sono in affanno.

E’ la Campania, un sistema di smaltimento fragile dove un banale e piccolo intoppo può mandare in tilt l’intero sistema. Un equilibrio precario che si regge anche a metà tra la legalità delle istituzioni non colluse e la criminalità mentre l’animo dei cittadini e’ al limite della sopportazione umana con scene quotidiana di ordinaria follia tra blocchi, proteste e riversamento di rifiuti per le strade. E per De Magistris e’ solo l’inizio.