Riforma Fiscale 2011: il Ministro Tremonti a piede libero

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“Non si può andare al bar a dire: da bere per tutti. Chi paga? Voi. Io sono tentato di dire: vi faccio la riforma e voi mi trovate 80 miliardi”. Queste le parole di Tremonti alla festa della Cisl a Levico Terme. “Voglio fare la riforma fiscale e ho le idee chiare, ci sto pensando da un anno”. Prima del 18 giugno, ha spiegato il ministro, renderà pubblici i lavori dei tavoli di studio sul fisco. In Italia non è stata mai fatta una ricerca di questo tipo. “Non troverete ipotesi, ma un lavoro straordinario fatto da più di cento persone con dati e tabelle”.

Il ministro dell’Economia vede ampi spazi di manovra per agire in tema di riforma fiscale. Sui ritocchi all’iva ha raccomandato cautela, in tempi e andamenti diversi si potrà prendere in considerazione un aumento, che in questo momento è difficile in quanto potrebbe innescare una tendenza all’aumento dei prezzi. Tremonti ritiene inoltre che l’evasione fiscale sia un enorme serbatoio, mettendo in evidenza che i 35 miliardi recuperati hanno consentito di mettere in sicurezza il sistema dell’assistenza e della previdenza sociale. E che si potrebbe fare molto di più per riscattare le somme dovute all’evasione. Per quanto riguarda invece le rendite finanziarie “si può fare un ragionamento, ma non sono disposto a tassare il risparmio delle famiglie”.

Un altro Si dunque, quello alla riforma, guardando sempre alla tenuta dei conti e cercando di attenersi agli equilibri europei, anche riducendo i costi della politica, ha aggiunto il ministro. L’obiettivo, ha spiegato, è far si che in tutti gli incarichi pubblici non si prenda più della media europea, non è difficile e soprattutto non è più accettabile avere un costo differenziale con l’Europa per le cariche pubbliche. Se la moneta è comune, deve esserlo anche la politica. “Con questa operazione non si fanno i grandi numero, ma la legittimazione della riforma che deve venire anche da un forte taglio alla politica, solo così si è legittimati a chiedere sacrifici alla gente”. Un discorso coraggioso e all’insegna della cautela perché “è difficile chiedere ai capponi di votare per l’anticipo del Natale”.