Riforma pensioni: Berlusconi oggi al Ministero dell’Economia

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Rientro in tarda mattinata dalla Sardegna  per il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi che parteciperà nel pomeriggio al tavolo tra governo e parti sociali. Previsto per la serata anche un vertice del Pdl. Sale invece l’attesa per l’intervento del ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, che parlerà giovedì mattina a tutti i nomi che contano dei partiti nella riunione congiunta delle commissioni Bilancio e Affari costituzionali. Sempre più concreta quindi l’attività di maggioranza e opposizioni per studiare la ricetta di misure sufficienti a ricavare i 20 miliardi di euro per anticipare al 2013 il pareggio di bilancio.

Sempre nella giornata di oggi i due maggiori partiti, Pd e Pdl, si riuniranno per fare il punto della situazione con i rispettivi segretari: Bersani, dopo aver bocciato qualsiasi ipotesi di intervento che pesi sulle classi più deboli, in particolare riguardo sanità e pensioni, ragionerà insieme a capigruppo e responsabili economici sulle proposte da presentare a Tremonti. Il segretario del Pdl, Angelino Alfano, invece, ha chiamato a raccolta coordinatori, capigruppo e ministri, al termine dell’incontro con le parti, per analizzare le misure allo studio dell’esecutivo. Le ipotesi di interventi aggiuntivi restano quelle circolate in questi giorni, anche se non è stato ancora fissato un nuovo Consiglio dei ministri, dopo che erano circolate voci di una riunione imminente, inizialmente per l’11 agosto. Intanto i tecnici sono a lavoro per valutare possibili interventi sull’Iva, l’Ici e sulla lotta all’evasione, così come sull’aumento dell’aliquota sulle rendite finanziarie al 20%. Ma è al vaglio anche la riforma dello Statuto dei lavoratori.

Eppure l’ipotesi di mettere mano alle pensioni è mal digerita anche dalla Lega, e non sarà semplice convincere gli alleati con le camice verdi della necessità di far pagare ”sempre i soliti noti” per trovare le risorse. Non si può mettere in ginocchio il ceto medio senza intervenire sugli sprechi e i privilegi della casta. E nemmeno l’idea della tassa patrimoniale, avanzata dal sindaco di Verona, Flavio Tosi, entusiasma il Carroccio, provocando anche l’ira di tutto il Pdl.