Roberto Marchini: morto il militare in Afghanistan

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Un altro militare italiano ha perso la vita in Afghanistan. Roberto Marchini, primo caporal maggiore agli occhi del paese, per tutti gli altri era semplicemente Roberto, 28 anni, originario di Viterbo. Morto perché travolto dall’esplosione di un rudimentale ordigno a Bakwa, nella parte meridionale del settore ovest sotto il comando italiano. Lo scoppio ha investito il militare che era appena sceso dal mezzo.

Ironia del destino, Roberto, geniere-paracadustista, aveva proprio il compito di bonificare dai micidiali ordigni esplosivi le strade percorse dai convogli ed ha perso la vita mentre stava lavorando. Un incidente sul lavoro, fatale, come tanti altri, con l’unica differenza che forse questa morte come tante altre in questi territori di conflitto, poteva essere evitata. L’episodio avviene a dieci giorni di distanza dalla morte del caporal maggiore scelto Gaetano Tucillo, morto in seguito ad un’altra esplosione nei pressi di Caghaz. Marchini è la quarantesima vittima del contigente italiano in Afghanistan dall’inizio della missione. È morto oggi anche il fratello del presidente afghano Karzai, Ahmad Wali, in un attentato a Kandahar.

Quali le sorti della missione italiana, in un luogo noto a tutti come il tritacarne? La riduzione del contingente italiano, che ha raggiunto 4.200 unità, è attesa per il secondo semestre di questo anno e proseguirà in modo più consistente nel corso del 2012. Il rientro sarà completato nel 2014. La missione, Isaf, ha il compito di condurre operazioni in cooperazione e coordinazione con le Forze di Sicurezza afghane e con le forze della coalizione, per assistere il governo afghano nel mantenimento della sicurezza, favorire lo sviluppo delle strutture di governo, estendere il controllo del governo su tutto il paese ed assistere gli sforzi umanitari e di ricostruzione.