Santoro – Rai: separazione consensuale, i mass media ne parlano così

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Risoluzione consensuale del rapporto. La notizia del divorzio tra Michele Santoro e Rai è arrivata ieri. Prima solo delle voci di palazzo poi la notizia ufficiale. I rapporti tra il giornalista e alcuni vertici dell’azienda si erano incrinati già da tempo, la lite in diretta con Masi, il vaffa all’ex dg e poi le note della canzone di Gaber Libertà per arrivare fino alla comunicazione di ieri. Se quella tra Santoro e Rai è una storia intricata e complessa fatta di congiure di Palazzo, voci, trame, vicende giudiziarie ed editti bulgari molto più strane appaiono le altre decisioni sul tavolo delle trattative per la nuova stagione autunnale. Altri nodi riguarderebbero infatti lo spostamento di Che Tempo che fa e l’incertezza sui contratti da rinnovare di Serena Dandini (Parla con me), Milena Gabbanelli (Report) e Giovanni Floris (Ballarò) nonostante risultino in palinsesto.

Il divorzio dell’estate, che è già sulla bocca di tutti, ha creato forte scetticismo: Santoro è stato tentato da altre sirene o non è stato fatto nulla per trattenerlo? Sono stati dati dei soldi per cancellare una trasmissione di successo? Che ruolo ha avuto il nuovo direttore generale? Che gioco ha fatto Santoro? Chi paga il canone si aspetta delle risposte. Le scelte del consiglio di amministrazione sono destinate a portarsi dietro una lunga scia di polemiche. Le ultime indiscrezioni danno Santoro sicuro a La7, eppure una personalità eclettica come la sua, potrebbe sempre stupire tutti e continuare a orbitare nella galassia Rai sotto altre vesti molto diverse da quelle a cui siamo abituati a vederlo.

Su Santoro e Annozero si possono avere opinioni contrastanti, di fatto resta che il gioca valesse la candela: uno dei programmi di approfondimento più seguito del servizio pubblico. Passate le polemiche e gli uomini, resta il dubbio su come si possa fare un format di successo se chi ci mette la faccia debba per tutto il tempo schivare proiettili e minacce e difendersi da continue pressioni. La Rai appare sempre più come Versailles tra poteri forti, nobiltà decadute e in bilico, personaggi misteriosi, trame segrete, complotti e intrighi di palazzo.