Sciopero benzinai 11, 12, 13, 14 Dicembre 2012 e No Rid Day prima di Natale

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Lo scorso 27 luglio 2012 le compagnie petrolifere sottoscrissero un accordo con i distributori di carburanti, per far sì che una serie di oneri, come le spese per lo stoccaggio del petrolio o l’utilizzo delle carte di credito e Pagobancomat, passassero a carico delle prime. L’anno sta per finire e questo accordo non è stato attuato: per questo ieri, lunedì 10 dicembre 2012, i gestori delle sigle Fegica Cisl, Figisc Anisa Confocommercio e Faib Confesercenti, hanno indetto uno sciopero dei benzinai che inizierà oggi 11 dicembre 2012 alle ore 19:00 e durerà fino a venerdì 14 dicembre 2012 alle ore 07:00.

La notizia è stata battuta da tutte le agenzie di stampa con in calce la nota degli scioperanti: “Nemmeno il Governo dei tecnici trova la forza e gli strumenti adatti per costringere le compagnie petrolifere a rispettare le leggi vigenti e che esso stesso ha introdotto“. Un paradosso? Nient’altro, visto che il Ministero dello Sviluppo Economico ha riunito a tavola le parti coinvolte senza trovare però una intesa che potesse ravvicinarli. La replica dei petrolieri, attraverso l’Unione Petrolifera Italiana, si è appellata al fatto che l’accordo precedentemente stipulato aveva richieste “del tutto pretestuose e non corrispondenti alle reali condizioni di un mercato in forte contrazione“.

Le condizioni economiche sia di esercizio degli impianti che di fornitura di carburante sono precarie, è probabile quindi che ci saranno nuovi incontri in futuro per trovare un accordo. Nei prossimi mesi è inoltre atteso un aumento dei prezzi benzina che farà da scia a quello già registratosi in America negli ultimi 60 giorni (+40 centesimi sui prezzi del carburante, leggi qui)

Inoltre è stato già indetto il “No Rid Day”, ovvero un giorno, fissato tra il 17 e il 22 dicembre prossimi, in cui i benzinai non pagheranno la fornitura di carburante per i loro impianti. Una protesta in più che metterà in difficoltà le vacanze degli italiani tra Natale e Capodanno 2012. Anche in questo caso la protesta è dovuta al “rifiuto delle banche ad applicare la norma di legge che prevede la gratuità dell’utilizzo della moneta elettronica, sia per i gestori che per i consumatori, per il pagamento dei rifornimenti fino a 100 euro“.

Il Codacons ha lanciato l’allarme: i benzinai che non aderiscono allo sciopero potrebbe fornire carburante a prezzi rialzati. Il rischio inflazione è altissimo. Il servizio minimo garantito per i consumatori inoltre prevede che, in caso di sciopero dei benzinai, sulla rete autostradale debba essere aperto un rifornitore ogni 100 km.