Sciopero generale Cgil cortei in tutta Italia

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Alla domanda perché scioperare oggi, perché scendere in piazza, la risposta è una univoca “per l’articolo 18″. “Le deroghe allo statuto di lavoratori significano libertà di licenziare, dice Luca Di Mora, “significano potere disporre liberamente del futuro dei lavoratori”. “Sono qui perché stanno distruggendola Costituzioneoltre al contratto nazionale”, dice Paola Viozzi. E poi c’è chi si preoccupa dei tagli agli enti locali, definendoli ancora più subdoli: “Perchè – dice Carolina Ferri – gli enti locali significano trasporti, assistenza sociale e servizi. Significano la nostra vita di tutti giorni”. E poi ci sono i giovani della campagna “Non più disposti a tutto”, come Luca che dice: “Con la scure del pareggio di bilancio stanno cristallizzando le disuguaglianze esistenti”.

La Cgil ha scelto di riversarsi nelle piazze e lo fa in grande stile a furor di popolo, con manifestazioni in decine di città italiane, mentre la segretaria Susanna Camusso concluderà il corteo di Roma. Una giornata fitta di appuntamenti importanti, con la manovra bis che approda oggi a Palazzo Madama e con i mercati che ieri hanno chiuso a -4,8% con lo spread Bund-Bpt salito a 360 punti. Ad aprire il corteo di Roma ci sono i lavoratori dell’edilizia dietro a un camion bianco per l’amplificazione. Subito dopo quelli della Finzione pubblica di Roma e Lazio. E poi dei Trasporti con Flilt e Fiom. I metalmeccanici della Cgil avanzano nel corteo con uno striscione su cui è scritto “Ci volete schiavi, ci avrete ribelli”. A dieci minuti dall’avvio del corteo principale a Roma in piazza dei Cinquecento ci sono migliaia di persone per la manifestazione che si chiuderà con il comizio di Susanna Camusso. Moltissimi con cappellini rossi per proteggersi dal sole in questa giornata che si preannuncia bollente. Nel corteo che si snoda lungo via Cavour sono moltissimi gli slogan critici con “la casta”. Un cartello recita: “Esercito di politici, avete scambiato il Parlamento per un salotto di alta moda e per un ristorante a cinque stelle”. Anche i medici oggi scioperano e partecipano alle manifestazioni della cgil, insieme a tutti gli altri lavoratori della sanità. In mezzo al mare di bandiere rosse della Cgil spuntano i simboli dei partiti che aderiscono alla manifestazione: Pd, Idv, Sel, Federazione della sinistra, Verdi. Le polemiche sull’ambiguità di partecipazione del Pd sembrano acqua passata. Striscioni, slogan e tanta ironia. Sul camion rosso che guida il corteo lungo via Cavour c’è il disegno di una Cenerentola con la scritta: “Quando faccio la dichiarazione dei redditi, il mio Suv si trasforma in una zucca”. Ad incrociare le braccia oggi anche i lavoratori della filt impegnati nel trasporto pubblico locale, aereo, ferroviario, metropolitano, tram-bus e marittimo. Migliaia anche le persone concentrate in piazza Vittorio a Torino dove anche da lì è partito il corteo promosso dalla Cgil in occasione dello sciopero generale di 8 ore contro la manovra del governo. “Il vostro conto non lo paghiamo. Cambiate menù”, recita uno degli striscioni. Altre migliaia di persone si sono radunate ai bastioni di Porta Venezia a Milano, sempre in occasione dello sciopero generale. In testa uno striscione con su scritto.: “No alla manovra del Governo, sì alla crescita, equità, occupazione e futuro per i giovani”. Anche gli artisti della 68a Mostra Internazionale d’arte cinematografica sono scesi in piazza insieme alla Cgil. Attori, registi, sceneggiatori presenti in questi giorni alla mostra del cinema, si legge sul sito del sindacato, sono oggi in piazza a Mestre “contro i tagli alla cultura operati dalla manovra del governo e per contrastare i continui tentativi di ridurre le aree dei diritti e delle libertà.

Ancora una volta i moniti della comunità europea indicano che abbiamo un governo allo sbando e non credibile. Con lo sciopero si chiede un cambiamento e serietà di fondo nel rispetto del Paese. “Oggi è una straordinaria giornata che porta in piazza anche iscritti ad altri sindacati. Noi comunque non abbiamo intenzione di fermarci, la nostra iniziativa non si conclude oggi”, dice Maurizio Landini, segretario generale della Fiom, presente a Palermo per partecipare alla manifestazione della Cgil contro la manovra dell’esecutivo nazionale. Un fiume rosso di cappellini e bandiera che si snoda come un lungo serpente in tutta Italia e tanta voglia di far sentire la propria voce, quella di chi le tasse le paga e le ha sempre pagate e che ora si aspetta un profondo cambiamento sociale dal paese dai tanti vizi e poche virtù.