Sciopero generale in Grecia: tremano le borse

atene

Un nuovo sciopero generale paralizza oggi tutta la Grecia. I cittadini hanno deciso di protestare contro le nuove e pesantissime misure di austerity. A convocare lo sciopero sono stati i principali sindacati del Paese, la Gsee (che raggruppa i lavoratori del settore privato), l’Adedy (che invece rappresenta i dipendenti del settore pubblico) e il Pame (quello vicino al Partito comunista), dopo l’accordo che sarebbe stato raggiunto fra il governo di Atene e l’Europa.

Il piano dovrebbe prevedere anche il taglio di 15 mila dipendenti nel settore pubblico già a partire da quest’anno per scongiurare il default e questa richiesta da parte dei creditori internazionale è stata accettata, non senza sollevare polemiche, dal governo.  La domanda però nasce spontanea: come dovrebbe andare avanti queste famiglie se al posto di creare posti di lavoro vengono licenziate oltre 15mila persone?

Ci sono scelte che ti sconvolgono e basta e le parole dei politici, le cause, i motivi, servono a molto poco in momenti come questi. E mentre i leader dei partiti che appoggiano il governo di coalizione tenteranno di trovare un possibile accordo sui tagli richiesti dall’Unione Europea, dalla Banca centrale e dal Fondo monetario internazionale per evitare il fallimento, la Grecia si ferma per lo sciopero generale dei dipendenti pubblici.

In questo momento, si parla di circa 14 mila persone che stanno prendendo parte alla manifestazione ad Atene. Una città bloccata e il traffico paralizzato. Tutto fermo: treni, traghetti, la maggior parte delle scuole, le banche. Solo gli ospedali, ma con orari veramente ridotti, continuano a lavorare.

Non mancano gli scontri con la polizia, che avvengono in particolar modo davanti al Parlamento greco, ma al momento non ci sono notizie di arresti o feriti. E nel mentre l’Ue da un ultimatum alla Grecia: riforme o default. Senza l’accordo non si darà il via libera ai nuovi aiuti da 130 miliardi. Adesso attendiamo la decisione del governo greco.

Ogni minuto diventa importantissimo, entro il 13 febbraio deve esserci l’accordo tra il governo e l’Europa per evitare il default il 20 marzo, quando scadranno 14,5 miliardi di bond. La Grecia deve seguire il nostro esempio: salvarsi a discapito della sopravvivenza dei cittadini. Che mondo strano è questo?