Sciopero tir, danni economici ed effetti collaterali

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Una settimana di scioperi dei trasportatori in Sicilia ci aveva fatto largamente immaginare quali sarebbero state le conseguenze di due giorni di stop di tir e camion che hanno presieduto le autostrade di tutta Italia.

La prima ad aver quantificato i danni economici fatti da questo sciopero è la Coldiretti, che nella giornata di oggi è intervenuta per specificare i danni derivato dal mancato trasporto dei beni di consumo, di merci e di prodotti agricoli: 50 milioni di euro in meno nelle casse dei rivenditori. Latte e frutta sono i consumi che ne hanno più risentito.

Circa 500.000 tonnellate di prodotti non sono stati recapitati tra ieri mattina e oggi. A questo si aggiungono gli “effetti collaterali” dello sciopero tir: a Roma alcuni consumatori hanno segnalato prezzi di pomodori a 5,50 euro al kg e delle zucchine a 7 euro al kg. Per frutta e verdura c’è stato un rincaro medio del +50% in 24 ore. Non è possibile prevedere al momento cosa succederà nei prossimi giorni. Inoltre, le associazioni consumatori stimano che verranno buttate 50.000 tonnellate di prodotti alimentari al giorno, specie frutta, verdura e prodotti più deperibili. Questo spreco di prodotti, porterà i rivenditori ad aumentare i prezzi nelle prossime settimane, anche quando lo sciopero dei tir sarà terminato.

Un altro effetto collaterale, lanciato da diverse associazioni industriali, vede le aziende rivenditrici, che non sono state fornite dai tir italiani, entrare in contatto nella giornata di ieri dai rivenditori stranieri che hanno avuto modo di raggiungere il nord Italia. Questo comporterà una perdita degli accordi di fornitura che nel lungo periodo danneggerà le aziende italiane.

Ancora, un altro, effetto collaterale: la Confagricoltura in Calabria ha lanciato l’allarme per il quale ci sono milioni di litri di latte munto e non consegnato, che non si può smaltire tra i rifiuti pena il rischio di provocare grossi danni ambientali.