Se a Wall Street quotassero l’Empire State Bulding

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Arriva una nuova quotazione in Borsa. E questa volta riguarderebbe l’edificio attualmente (dopo il crollo delle Torri Gemelle) più alto di una delle città più belle del mondo: New York.

Il palazzo di cui sto parlando è l’Empire State Building, di proprietà della famiglia Malkin, che ha deciso di voler quotare il grattacielo in Borsa. In realtà non verrebbe realmente quotato l’edificio ma si creerebbe una società immobiliare ad hoc per poterlo quotare in Borsa. L’annuncio è arrivato attraverso una comunicazione della Sec (la corrispondente americana della Consob) la quale ha reso noto che nei prossimi tre mesi saranno presentate le informazioni finanziarie necessarie per procedere all’Ipo. L’Empire State Building è uno dei palazzi più belli del mondo. Progettato dagli architetti Lamb e Harmon, è stato costruito nel 1931, e da allora ha rappresentato per New York un vero e proprio punto di attrazione, dove chiunque visita la Grande Mela vuole andare. A curare la sua quotazione in Borsa dovrebbe essere la famosissima banca d’affari Goldman Sachs. Secondo quanto rivelato dagli specialisti del settore, questa operazione consentirebbe di semplificare la struttura della proprietà dell’Empire e attraverso questa nuova veste giuridica la famiglia proprietaria ne otterrebbe in cambio  particolari benefici fiscali. In sostanza la società diventerebbe una Reit, vale a dire una Real Estate Investment Trust e con questa forma eviterebbe, o comunque ridurrebbe significatamente, la quantità di imposte applicabili sul reddito prodotto, dato che sarebbe tenuta a distribuire oltre il 90 per cento del suo reddito imponibile tra i suoi azioni sotto froma di dividendi.

Un’operazione senza precedenti, almeno dal punto di vista simbolico.