Seat Pagine Gialle: oggi i libri in tribunale

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La crisi che ha colto una delle più grandi aziende italiane, Seat Pagine Gialle, sta volgendo alla sua fase più esasperante, quella cioè dei tribunali. Seat da par suo chiede l’ammissione al concordato preventivo, nel tentativo di garantire  “la continuità aziendale” nonostante il grande debito maturato per il 2013 e nonostante il ribasso del target che ha piegato le ginocchia alla società.

 
La situazione Seat è a rischio dunque, basti pensare che gli impegni finanziari del gruppo per il 2013 sono pari a 200 milioni di euro, di cui 70 milioni per quota capitale e 130 milioni per interessi e ciò che è in cassa di liquidità, dice appena 100 milioni.
Il consiglio di aministrazione Seat, che si è riunito nella giornata di ieri, ha stabilito quindi di non poter più raggiungere le linee guida stabilite durante l’ultima ristrutturazione e che avrebbero dovuto portare l’azienza a vivere degnamente sino al 2015.
A tutto ciò si aggiunge un crollo in borsa notevole, il titolo è in asta di volatilità infatti, a seguito di una perdita del 40% e quanto al valore siamo su una stima di 0,0008 euro. Seat ad oggi vale circa 12,5 milioni di euro, nulla.

 
Tutti questi motivi hanno spinto la SPA a chiedere, come detto prima,  l’ammissione alla procedura di concordato preventivo, per evitare di chudere baracca. Le società interessate inoltre hanno deciso di non procedere al pagamento della rata semestrale di interessi sui prestiti obbligazionari e stesso dicasi per il pagamento delle rate per interessi sul finanziamento bancario senior unsecured.
Insomma, un altro pezzo di Italia imprenditoriale a rischio?

 

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