Sei cose che non sapevi sul balletto Lo Schiaccianoci

Snowdance

Il 18 dicembre del 1892 presso il Teatro Mariinskij di San Pietroburgo faceva la sua prima comparsa il balletto “Lo Schiaccianoci”, tratto dal racconto “Schiaccianoci E Il Re Dei Topi” di Ernst Thedor Amadeus Hoffmann. A 120 anni di distanza, Google celebra Lo Schiaccianoci con un logo ad esso dedicato, permettendo così a milioni di persone di conoscere meglio quello che è forse il balletto (oggi anche “musical”) più famoso al mondo. Di seguito il nostro contributo…con alcune interessanti curiosità!

Un indotto annuale da 1 milione di dollari

Lo sapete che ogni anno questo balletto porta circa 1.000.000 di dollari alle imprese che producono schiaccianoci? Lo scrive Marketwatch.com, che sottolinea come “spesse volte durante gli spettacoli vengono allestiti gift shop contenenti schiaccianoci a tema“.

E’ il balletto popolare più costoso al mondo

A New York, il 40% dei biglietti degli spettacoli de Lo Schiaccianoci, supera quota 155 dollari di prezzo. Sicuramente è la grande mela ad aumentare la media di questi biglietti, considerando palcoscenici prestigiosi come l’Oak Room o il Boradway Theatre. Su questa storia dei biglietti troppo costosi ci hanno scritto un libro, “The Nutcracker Nation”, di Jennifer Fisher.

E’ il balletto preferito dai bambini

C’è un grande consenso sul fatto che Lo Schiaccianoci sia il balletto, forse la favola!, preferita dai bambini. Robert Weiss, un ex ballerino americano, ha scritto in merito che “il successo dello Schiaccianoci presso il pubblico dei bambini è dovuto al fatto che diceva loro di non fare una cosa, se non la si fa bene”. Fin dalla seconda scena nella terra dei dolci, questo pensiero è chiaro.

L’originale che vediamo oggi è del 1954

E questo dovremmo dirlo a Google, che ha celebrato il 120° anno di un balletto che, secondo gli archivi del New York City Ballet, è stato invece reinventato nella coreografia, nello script e nella post produzione nel 1954. Il motivo? Le precedenti versioni erano un flop. Chissà che alcune di esse non siano ancora in scena, in giro per il mondo. Senza dimenticare i “falsi”, il più famoso dei quali è “The Nut Hard”, della Mark Morris Dance Group.

Non piace alle femministe

Uno dei siti web femministi più famosi negli States, Feministing.com, ha di recente denunciato gli “argini di manovra” con i quali “si rendono offensive le coreografie dei ballerini, che evocano immagini sessuali di chiara vocazione razzista”. A questo non ci avevo mai atto caso. Voi?

L’autore odiava l’opera

Tchaikovsky aveva sentimenti contrastanti con il balletto Lo Schiaccianoci e secondo alcuni suoi biografi “l’obiettivo era liberarsene quanto prima“. Al punto che lo ricompose in una seconda versione, più una terza, solo strumentale. Oggi però sarebbe fiero di sé. Su questo non c’è dubbio.

 

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