Si torna a scuola: proteste, novità e assunzioni post-riforma

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Suona la prima campanella del nuovo anno scolastico per 7 milioni e 830mila studenti, che questa mattina tornano sui banchi di scuola. La campanella suona per Calabria, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Umbria, Valle d’Aosta, Veneto, Trento e Bolzano. Seguiranno Campania e Toscana mentre il 15 tocca a Puglia, Sardegna e Sicilia. Gli ultimi a varcare il portone saranno Abruzzo, Basilicata ed Emilia Romagna, che riprenderanno lunedì 19 settembre. Dall’altra parte dei banchi, invece, dietro la cattedra siederanno circa 800mila insegnanti, di cui 30mila appena assunti, coadiuvati da circa 250mila amministrativi, tecnici ed ausiliari per i quali sono fioccati il maggior numero di assunzioni.

Si torna a scuola dunque, ma con qualche scheletro negli armadietti, uno su tutti il maxi-taglio ai fondi per l’autonomia proprio alla vigilia del nuovo anno scolastico. Famiglie, studenti e docenti ritroveranno una scuola ancora più povera e l’anno inizia tra le proteste. Rete e Unione degli studenti medi daranno vita, nella giornata di oggi, a volantinaggi e flashmob davanti alle scuole e alla sede del ministero dell’Istruzione dove è prevista una rumorosa manifestazione al ritmo di pentole, cucchiai e coperchi. Proteste dovute alla tremenda sforbiciata del 38 per cento con cui si è tagliato sui fondi destinati alle scuole. L’offerta formativa si riduce e si restringe, come un bucato fatto male, a rischio attività e servizi aggiuntivi che in futuro saranno a carico delle famiglie. Creando imbarazzo e forti ingiustizie tra chi potrà permetterselo e chi no. Si pensa per esempio al servizio pre e post-scuola, che consente ai genitori che lavorano di accompagnare in anticipo o prelevare in ritardo i bambini delle materne e delle elementari, oppure alle attività di recupero e sostegno per gli studenti in difficoltà e a quelle per i disabili. Per la prima volta il budget destinato all’autonomia scolastica scende al di sotto dei 100 milioni di euro. Dal 2001 il finanziamento si è assottigliato del 71 per cento. Ma alle scuole stanno a cuore due voci in particolare: quella dei fondi per la realizzazione del Pof, il Piano dell’offerta formativa, e quella per l’aggiornamento dei docenti. Entrambe duramente colpite dai nuovi tagli.

Si torna a scuola quindi tra proteste, tagli e polemiche e già si pensa al primo ponte, la festa d’Ognissanti.