Spa: la Nike scommette su se stessa con un grande buy-back

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La Nike, il colosso a stelle e strisce delle scarpe, dell’abbigliamento sportivo e del materiale tecnico per l’attività sportiva ha scelto di scommettere su se stesso.
Sarà l’estrema fiducia nei propri mezzi o, al contrario, l’incertezza economica ma la marca del “baffo” ha deciso che spenderà otto miliardi di dollari Usa in 4 anni per ricomprare le proprie azioni. Si tratta di un’operazione che serve per diminuire il circolante e aumentare l’utile per azione, ma anche per sostenere il titolo in momenti di difficoltà.
Una scelta di questo genere non rappresenta una novità perché il programma segue quello attualmente in vigore, che prevede un riacquisto di cinque miliardi di dollari Usa in azioni e che giungerà a maturazione fra quest’anno e il 2013.
La nuova somma (come detto 8 miliardi di dollari Usa) messa a disposizione per il buy-back è ancora maggiore ed è pari, se viene considerata divisa per tutti gli anni del programma di riacquisto (4), all’utile che il celebre gruppo di abbigliamento e scarpe sportive ha realizzato col bilancio 2011-2012, vale a dire circa 2,2 miliardi di dollari Usa su un fatturato di 24,10 miliardi di dollari Usa.
Vale la pena ricordare che la Nike Inc. nasce il 25 gennaio 1967, quando Bill Bowerman (allenatore della Oregon University) e Phil Knight (studente della facoltà di Economia),  crearono un marchio per importare scarpe sportive dal Giappone (Blue Ribbon, che importava le scarpe dalla giapponese Onitsuka Tiger, in seguito divenuta Asics). Scelsero il nome “Nike”, perché nella mitologia greca l’omonima dea simboleggiava la vittoria. Il logo dell’azienda è invece da sempre il famoso “baffo” il cosiddetto Swoosh.