Spa: A2a e Iren si separano per Edipower

EDIPOWER

L’accorpamento delle due ex municipalizzate A2a e Iren ha imboccato il viale del tramonto. Altro che grande utility del nord Italia. Insomma il progetto sponsorizzato poco più di 1 anno fa dal governo Berlusconi è al tramonto. Si fa strada ora una ipotesi alternativa basata sull’emiliana Hera.
E’ stato il direttore generale della società controllata dai comuni di Brescia e di Milano, Renato Ravanelli a mettere la parola fine all’alleanza tra A2a e Iren.
E lo ha fatto con una intervista rilasciata a quotidiano energia, una rivista on line di settore: «Dobbiamo cercare le soluzioni che ci permettano di sfruttare al meglio le sinergie tra Edipower e A2a e tra queste c’è anche l’accorpamento».
Insomma si delinea lo scenario dei prossimi mesi. Ad oggi Iren e A2a controllano assieme Edipower, che è la società di produzione di energia forte di 9  centrali, che era stata presa da Edf in cambio del 30 per cento di Edison. Ma il contratto per il ritiro dell’energia elettrica risulta oneroso: per A2a non rappresenta  un problema perché ha la possibilità di consolidare in bilancio il suo 56 per cento, Iren invece non lo può fare per il suo 20 per cento. Diventa così inevitabile la separazione, fra l’altro Iren ha chiesto più volte di rivedere le condizioni del contratto ma senza ottenere soddisfazione.
Ravanelli ha inoltre affermato: «Per fine anno completeremo la fusione di Delmi in Edipower. Poi, a inizio 2013, scatta la prima finestra dell’opzione put/call sul 20,5 per cento di Iren, che dà a noi la possibilità di rilevare la quota e a loro quella di venderla in cambio di centrali. Ognuna delle due società valuterà secondo la propria convenienza, seppure in piena armonia di rapporti. Dico solo che per noi una maggiore integrazione è indispensabile per aumentare le sinergie».