Spa: anche il settore del lusso in Cina rischia una flessione

Hugo Boss

la crisi economica non guarda in faccia a nessuno e arriva anche al mercato del lusso. E’ l’analisi proposta da Morgan Stanley, che invita gli investitori alla prudenza dopo le performance e i risultati eccezionali del 1° trimestre da tutte le maggiori griffe.
Dopo il rallentamento dell’economia cinese tra i mesi di aprile e giugno, gli esperti della banca d’affari a stelle e strisce stimano che qualche azienda dell’alto di gamma potrebbe registrare un 2° trimestre deludente.
Se infatti le vendite rallentano, la produzione resta costante e di conseguenza aumenta l’inventario. C’è insomma il rischio che molti dei giganti del lusso presentino risultati deludenti. Le aspettative, su uno dei comparti che a dispetto della crisi nello corso dello scorso anno ha fatto registrare il nuovo record, sono davvero alte.
Ma bisogna fare dei distinguo sulle varie  tipologie di aziende che risentiranno del rallentamento della Cina. Orologi e gioielli sembrano essere le categorie più a rischio, non per niente l’ad di Cartier aveva già messo le mani avanti, facendo sobbalzare le quotazioni della capogruppo Richemont, ma anche della rivale Swatch.
Per gli analisti di Morgan Stanley, oltre orologi e gioielli, le azioni a rischio sono quelle di Ppr, che ha un’anima mista tra lusso e lifestyle, e per lo stesso motivo Adidas (uno dei pochi titoli ad avere fatto meglio dell’Eurostoxx 600).
Morgan Stanley continua invece a vedere rosa per il colosso mondiale del lusso Lvmh  e per la griffe di Hugo Boss, che espande la sua rete di negozi, entrambe sono state giudicate outperform.