Spa: Bacardi conquista il mondo ma sogna di tornare a Cuba

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Bacardi festeggia i suoi primi 150 anni e lo fa con le parole di Don Facundo Bacardi, attuale numero 1 dell’azienda familiare il cui nome evoca cocktails in ogni parte del globo: «Siamo anticomunisti, i Castro ci espropriarono tutto, ma Cuba resta la nostra patria. La nostra speranza resta di tornare a produrre anche a casa»
Il 1° produttore mondiale di superalcolici privato continua a macinare utili, ma sogna di poter tornare dove tutto è cominciato, a Cuba. L’isola resta nei cuori anche dei discendenti della Bacardi, e le pur minime speranze di cambiamento o apertura dell’attuale regime vengono prese sempre molto sul serio dalla famiglia.
Dice don Facundo: «Siamo stati la prima multinazionale cubana, e Cuba resta sempre il nostro paese”. La sua leadership è la 5ª generazione al comando in quell’azienda a conduzione familiare nata come detto 150 anni fa, quando don Facundo Bacardi Masso,  il fondatore, rilevò a Santiago de Cuba una distilleria di rum che stava andando in rovina, e cominciò a costruire una grande azienda, a vocazione esportatrice. Oggi la sede centrale è alle Bermudas. Dopo che la rivoluzione castrista costrinse la famiglia Bacardi a scappare e fu espropriata. Oggi la famiglia Bacardi è diventata un grande clan con ben 600 membri.
Dice Facundo junior: «Le nostre radici cubane sono tanto più profonde se si ricorda che Facundo Bacardi Masso, appunto il nostro avo e fondatore, veniva dalla Catalogna, dalla Spagna, ed era sbarcato a Cuba per ricominciare da zero e cercare fortuna. Con l’acquisto della vecchia distilleria cominciò l’avventura. Siamo sopravvissuti a guerre, terremoti, epidemie ovunque nel mondo, e alla crisi finanziaria internazionale, sopravviveremo anche al presente».
Orgoglioso anche del celebre pipistrello, emblema della ditta, un simbolo profondamente cubano: a Cuba infatti il pipistrello porta fortuna. “Siamo fieri delle nostre radici cubane. Cuba è nel nostro Dna, è nelle nostre radici”. Attualmente, la situazione politica non lascia pensare a un rapido ritorno dell’azienda nella Perla dei Caraibi, ma la speranza di tornare nell’isola non muore davvero…