Spa: calano i ricavi Barilla che deve andare alla ricerca di nuovi prodotti

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La crisi colpisce anche il settore della pasta. I ricavi Barilla si sono fermati a 3,9 miliardi di euro. Nel 2010 erano stati di oltre 4 miliardi di euro. Il gap è in gran parte dovuto alla vendita delle panetterie Kamps, ma le vendite al dettaglio non sono comunque aumentate. Ma è la contrazione dei margini il vero campanello d’allarme per il colosso alimentare emiliano.
Nel 2010 il margine operativo lordo (l’Ebitda) è stato di 556 milioni di euro, ovvero il 13,8 per cento del fatturato. il bilancio 2011 invece si è chiuso con un margine di 477 milioni di euro, pari al 12,2 per cento dei ricavi.
La società parmense afferma che l’aumento delle materie prime non è stato scaricato sul cliente alzando i prezzi, perché la crisi economica ha già messo alla frusta le famiglie. Va poi considerato il potere della grande distribuzione, in mano a colossi stranieri, in grado di condizionare i prezzi dei prodotti.
Buone notizie per l’utile netto è stato di 76 milioni di euro contro i 27 milioni dell’anno precedente. Il che potrebbe invogliare la famiglia Barilla a incrementare il dividendo. Per il 2010 sono stati distribuiti 46,3 milioni, quasi il doppio dell’utile attingendo anche alle riserve. Sotto il controllo il debito netto fermo a 688 milioni di euro.
Ha affermato il presidente Guido Barilla: «Nonostante le difficoltà e le incertezze che continuano a caratterizzare l’economia mondiale, e in particolare l’Europa, i risultati confermano la solidità e la forza competitiva del nostro Gruppo. Siamo fiduciosi che l’azienda saprà attraversare questi momenti di grave turbolenza economica e sociale».
Ora bisognerà trovare nuovi prodotti per aumentare i ricavi e i margini, e potenziare i mercati esteri.