Spa: conti in rosso per il gigante dell’alluminio Alcoa

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Il gigante dell’alluminio, la società Alcoa, ha chiuso il quarto trimestre in perdita. Un dato legato al forte rialzo dei costi e al calo mondiale dei prezzi dell’alluminio, elementi che hanno annullato il rialzo del 5,1 per cento delle consegne (e per quest’anno la società prevede un aumento della domanda globale del 7 per cento).
La multinazionale statunitense, i cui dati segnano di solito l’avvio della stagione delle trimestrali negli States, ha terminato l’ultima fase del 2011 con perdite intorno ai 191 milioni di dollari, 18 centesimi per azione, contro i profitti per 258 milioni di dollari, 24 centesimi per azione, dello stesso periodo del 2010.
Il rosso, escludendo le voci straordinarie, si è attestato a 34 milioni di dollari, dunque 3 centesimi per azione. Il giro d’affari è salito del 6 per cento a 5,99 miliardi di dollari Usa. Gli analisti si attendevano perdite per 2 centesimi per azione su un giro d’affari di 5,7 miliardi di dollari. Per l’intero scorso anno, Alcoa ha però registrato profitti per 611 milioni di dollari, 57 centesimi per azione, contro i 254 milioni del 2010, 25 centesimi per azione, su un giro d’affari di 24,95 miliardi di dollari, contro i 21,013 miliardi del 2010.
Vale la pena ricordare che Alcoa Inc. è un’azienda statunitense che è terza nel mondo come produttrice di alluminio dietro a Rio Tinto-Alcan e Rusal. Dalla sua sede operativa di Pittsburgh in Pennsylvania, questo gigante gestisce operazioni in 44 nazioni.
Oltre che prodotti di alluminio, Alcoa produce e commercializza beni di consumo  con i seguenti marchi: Reynolds Wrap (fogli di allumnio ed involucri), Baco (involucri per la casa), e Alcoa (ruote). Produce inoltre chiusure, sistemi di fissaggio, pezzi fusi e sistemi elettrici di distribuzione per automobili.