Spa: è guerra per il controllo del mercato della birra in Oriente

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E’ ormai guerra dichiarata nel mondo della birra per il controllo dei mercati asiatici. Una battaglia  che si sta combattendo tra Heineken e Charoen Sirivadhanabhakdi, miliardario thailandese, per il controllo di Tiger Beer, una delle bevande più popolari del sud est asiatico.
Il gruppo olandese controlla il 41,9 per cento del birrificio di Singapore (il 32,4 per cento lo fa attraverso una joint venture) contro il 30 per cento di Sirivadhanabhakdi che ora ha messo sul piatto 7,2 miliardi di dollari Usa per avere il 100 per cento del capitale contro i 4,5 miliardi di dollari Usa messi in campo da Heineken per la maggioranza delle azioni.
Data fondamentale potrebbe essere quella del prossimo 28 settembre quando si riunirà il cda della società olandese e che voterà sulla proposta del miliardario tailandese. Sirivadhanabhakdi già possiede la birra Chang e adesso punta a diversificare il proprio business ancora molto legato al territorio: lo scorso anno il 96 per cento dei ricavi del gruppo sono stati generati infatti proprio in Thailandia.
Dal canto suo, Heineken non vuole mollare la presa su una regione in forte espansione proprio mentre i consumi di birra nei paesi occidentali sono in acuta contrazione.
Tiger è il marchio più noto dell’area insieme a quello del birrificio indipendente Singha (la famiglia Bhirom-Bhakdi è giunta alla 4ª generazione). Un motivo in più perché Sirivadhanabhakdi annunciasse la più grande offerta di una società thailandese degli ultimi dieci anni.
Probabilmente a far pendere l’ago della bilancia in favore di Heineken  o del miliardario thailandese saranno le mosse dei giapponesi di Kirin, secondo azionista singolo del gruppo con il 15 per cento del capitale.