Spa: Enel ed Eni entrano nel mercato del gas in Russia

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Due aziende italiane abbiamo avviato una operazione insieme in Russia. Eni ed Enel, in seguito agli accordi che erano stati raggiunti dal governo Prodi, entrano nel Paese leader nel globo per la produzione di idrocarburi.
E’ stato infatti inaugurato il 1° di 4 campi di produzione di gas nella penisola di Amal in Siberia, che è poi la regione da cui proviene il 90 per cento del metano che viene prodotto nell’ex impero sovietico.
Il giacimento toccherà la capacità massima di 145mila barili al giorno nel 2015. E’ il risultato dell’operazione che portò Eni ed Enel a rilevare alcuni asset del gruppo Yukos, che apparteneva all’ex oligarca Mikhail Khodorkovsky, finito in prigione nel 2003 e che è stato condannato a  ben 14 anni di reclusione con l’accusa di non aver pagato le tasse. Ma in realtà risultato perdente nel suo scontro con il padre-padre russo, il presidente Vladimir Putin.
Così le proprietà Yukos sono finite nell’orbita delle imprese statali. Come i giacimenti in Siberia, rilevati prima dalla joint venture Enel e Eni, che ne hanno ceduto poi la maggioranza (50,2 per cento) alle società russe Novatek  e Gazpromneft (Enel ha tenuto il 19 per cento ed Eni ha conservato il 31,8 per cento). E per questo le società nostrane sono anche state criticate dalla comunità internazionale per essersi prestate a una operazione decisa dalle autorità russe sin dall’inzio.
Ma i vantaggi non sono mancati: Eni rileva la sua quota di gas che verrà estratto per rivenderlo con un contratto di tipo “take or pay” alla stessa Gazprom, per Enel si tratta di una partita industriale. Il gruppo ha partecipato e vinto a una delle gare con cui il governo russo ha messo in vendita alcune centrali. Le centrali hanno avuto bisogno di essere ammodernate, ma in cambio Enel è entrata nel business dell’estrazione: la sua quota di gas siberiano servirà per alimentare le 4 centrali elettriche di proprietà della sua società russa Ogk-5, coprendo così  oltre il 50 per cento del loro fabbisogno e diventando così il primo operatore straniero integrato verticalmente.