Spa: Eni cede Snam alla Cassa Depositi Prestiti

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Eni, numero uno del settore gas, non è più proprietario dei tubi che portano il metano lungo il Belpaese. La società guidata da Paolo Scaroni si separa da Snam (dopo aver resistito per anni e scongiurato un primo tentativo oltre 6 anni fa). Lo ha deciso il Tesoro vale a dire l’azionista di controllo di entrambe le società.  La società di Metanopoli, come previsto nel decreto sulle liberalizzazioni, passa così sotto il controllo di Cassa Depositi Prestiti.
Monti ha firmato infatti il decreto che prevede “criteri, condizioni e modalità” con le quali Snam viene separata da Eni. Solo 3 articoli, in cui il governo tecnico spiega come completare la liberalizzazione del settore del gas nel nostro Paese e fare di Snam l’azienda che lavorerà per la creazione di un hub del metano per l’area del Mediterraneo, realizzando così una piattaforma per la distribuzione di materia prima nel resto  d’Europa.
Nel testo è scritto che “è necessario valorizzare appieno la strategicità di Snam permettendo a tale società di perseguire, anche nell’interesse nazionale, le attività di sviluppo a livello europeo, in parte già programmate, e di finanziare gli investimenti in infrastrutture (come gasdotti, rigassificatori e stoccaggi) idonee a promuovere il ruolo del paese come hub europeo del gas”.
Il governo scrive anche che “è preminente interesse pubblico assicurare il mantenimento di un nucleo stabile” che controlli la maggioranza azionaria di Snam società quotata a Piazza Affari. Ecco perché il nuovo azionista di controllo è stato individuato nella Cdp.
E perché quest’ultima è stata preferita a Terna, la società che gestisce la rete elettrica ad alta tensione. Il governo ha preferito che Terna concentri sforzi e risorse per i miglioramenti sulla rete.