Spa: Ferragamo mette in mostra una sfilata di grandi utili

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Un made in Italy vincente in questi tempi di vacche magrissime fa sempre piacere. E’ il caso per il gruppo di alta moda di Ferragamo. Risultati in decisa crescita per questa azienda al suo primo bilancio annuale dopo la quotazione in borsa.
Il gruppo toscano ha registrato, secondo i primi dati preliminari che non sono stati ancora certificati, una crescita dei ricavi pari al 26,2 per cento rispetto all’anno precendente, per un ammontare pari a 986,5 milioni di euro.
Un contributo positivo è venuto dal mondo del forex: senza considerare questo apporto, l’incremento del fatturato è pari a 24,1 per cento mentre relativamente al solo 4° trimestre del 2011 la crescita del giro d’affari è stata pari al 23 per cento a cambi correnti e al 19,7 per cento a cambi costanti (per 285,2 milioni di euro).
Il canale “retail”, quello più ricco di profitti per una società che opera nel mondo del lusso, è cresciuto del 21,2 per cento e del 16,4 per cento prendendo in considerazione lo stesso perimetro di consolidamento (quindi senza contare le nuove aperture di negozi di proprietà) mentre a livello di aree geografiche si registra una crescita generalizzata, ad eccezione del Giappone, che a causa del terremoto ha visto scendere del 4,4 per cento il fatturato in valuta locale.
L’area più interessante si conferma, manco a dirlo, quella asiatica: sul mercato cinese l’incremento del volume d’affari è stato intorno al 44 per cento rispetto al 2010. Bene anche l’area del Vecchio Continente, con ricavi in crescita del 30,8 per cento e il Nord America, in aumento del 27,2 per cento.
Attualmente il gruppo Ferragamo può contare su 323 punti vendita diretti, mentre il canale wholesale e Travel retail vale 270 punti vendita monomarca ma curati da terzi.