Spa: gli Aleotti scalano Monti Paschi di Siena

MONTE PASCHI DI SIENA

La famiglia Aleotti conquista il 4 per cento di Banca Monte Paschi di Siena. Grazie a un blitz durato meno di 24 ore, Lucia e Alberto Giovanni, i fratelli fiorentini, proprietari del gruppo farmaceutico Menarini, hanno avuto il via libera dalla Fondazione per l’acquisto di una quota importante della banca toscana.
Con questa mossa, che vale 150 milioni di euro, diventano i secondi azionisti di Mps, dopo la Fondazione, scesa sotto il 41 per cento, e davanti ad Unicoop Firenze (2,42 per cento) e Axa (2,05 per cento).
Il via libera, giunto al termine della riunione del cda, della Fondazione che ha esaminato lo stato d’avanzamento del piano di dismissione delle quote della banca, necessario per abbattere il miliardo di euro di debiti contratto per sottoscrivere gli aumenti capitale del Montepaschi.
L’ente, oltre ai 200 milioni di euro incassati dalla vendita di alcune partecipazioni (Sator, Mediobanca, Cdp, F2i), avrebbe ricavato circa 360 milioni di euro vendendo l’8,2 per cento di Montepaschi a un prezzo medio di 0,376 euro.
Di questa somma circa 150 milioni di euro arrivano dagli Aleotti e il resto dagli investitori che hanno comprato pacchetti Mps sul mercato dei blocchi. Tra questi, il fratello di Francesco Gaetano Caltagirone, Edoardo.
Adesso la Fondazione proseguirà nella vendita di azioni della banca, così come stabilito con le banche creditrici, che hanno liberato dal pegno il 15 per cento di Mps. Tolte ormai le società d’investimento Equinox e Clessidra (respinte da Siena a causa anche del prezzo offerto, considerato troppo basso), tra gli interessati all’acquisto di quote importanti resta solo il club deal inglese Optimum, guidato da Alberto Matta, che punterebbe ad una quota simile a quella degli Aleotti, cioè del 4 per cento.