Spa: gli analisti delusi dalle vendite di Burberry

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Vanno bene ma non così bene come si sperava le cose per Burberry. Per lo storico marchio britannico le vendite del 2° trimestre sono cresciute ad un ritmo più lento e le previsioni per i risultati complessivi del 2012 non sono esaltanti. Burberry prevede infatti un utile lordo per i dodici mesi fino a fine marzo del prossimo anno “nella fascia più bassa delle stime degli analisti”, come afferma  annuncia lo stesso brand. Le previsioni degli esperti oscillano tra un minimo di 407 milioni di sterline e un massimo di 454 milioni sterline.
Quanto alle vendite del 2° trimestre, a tassi di cambio costanti, sono cresciute del 6 per cento, ma quelle dei negozi aperti da almeno 1 anno sono rimaste invariate, anzi hanno registrato un rallentamento nelle ultime settimane.
L’amministratore delegato del gruppo britanicco, Angela Ahrendts, ha detto che: «L’ambiente esterno sta diventando sempre più pieno di sfide. In questo contesto l’aumento delle vendite del secondo trimestre ha mostrato un rallentamento rispetto agli storici record. A fronte di questo scenario, stiamo gestendo in modo molto rigoroso i costi e prendendo misure appropriate per proteggere la redditività di breve periodo».
Vale la pena ricordare che Burberry realizza vestiti, accessori e cosmetici. Caratteristico è il motivo a tartan che è divenuto il suo simbolo. Il nome iniziale del marchio era esattamente “Burberry’s” o “Burberrys”, cambiato dal 2000 in “Burberry of London”. Tale scelta venne effettuata quando la casa produttrice, ormai conosciuta in tutto il mondo, volle identificare i capi prodotti esattamente nelle sedi di Londra da quelli prodotti, al contrario, in altri sedi. Entrambi i marchi dimostrano comunque autenticità. L’azienda possiede negozi propri e in franchising in tutto il mondo, ma vende anche attraverso concessioni in negozi terzi. Sia Elisabetta II che il Principe Carlo hanno concesso all’azienda la Royal Warrant.