Spa: gli yatch della Ferretti passano in mano ai cinesi della Shig

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Una piccola casa degli yatch estremamente prestigiosi che che è stata comprata e rivenduta tra fondi di investimento per 10 anni avendo sempre con loro il patron del gruppo, Norberto Ferretti, come coinvestitore. Il prezzo, che è stato pompato dalle banche d’affari e dall’espansione del gruppo a suon di acquisizioni. è così sempre andato verso l’alto. E, operazioni finanziarie dopo operazioni finanziarie, la Ferretti che nel 2000 fatturava poco meno di 200 milioni di euro è arrivata a fatturare quasi un miliardo di euro. Ma ogni passaggio di proprietà il debito è salito fino ad affondare (è proprio il caso di dirlo) il gruppo.
A quel punto la Royal Bank of Scotland che si è trovata in mano la situazione dopo aver finanziato il fondo Candover nell’ultima acquisizione, ha deciso di cedere il gruppo ai cinesi dello Shandong heavy industry group (Shig).
Si tratta di un accordo di complessivo di 374 milioni di euro – di cui 178 milioni in investimenti e 196 milioni per il finanziamento del debito.
La storia di Ferretti è significativa su come la finanza abbia fatto perdere la sensibilità per gli obiettivi industriali. Tutti i maggiori advisor bancari hanno messo le mani su Ferretti, portando a casa laute commissioni: Mediobanca, Goldman Sachs, Merrilll Lynch, Lazard, da Rothschild, Citigroup. E chi di volta in volta vendeva ha sempre portato a casa ricche plusvalenze.
“Uno degli obiettivi strategici del nostro gruppo è di sviluppare il settore degli yacht nei prossimi cinque anni” ha dichiarato Tan Xuguang, presidente di Shig, a cui ha fatto eco la dichiarazione del patron Norberto Ferretti, che ha sottolineato com l’azienda sarà aiutata a “crescere”, ovvero il leit motiv degli ultimi 10 anni.