Spa: Hugo Boss cresce ma resta prudente

Hugo Boss

Hugo Boss incassa un 1° semestre migliore delle sue stesse previsioni, ma preferisce restare prudente per il resto del 2012. I ricavi da gennaio a giugno sono cresciuti del 16 per cento a 1,09 milioni  di euro (con un +12 per cento a parità di cambi), i margini invece sono ascesi meno delle attese degli esperti quindi azioni alla Borsa di Francoforte hanno perso anche il 5 per cento.
Il mol del 1° semestre è aumentato “solo “del 16 per cento a 226 milioni di euro, in linea con la crescita delle vendite, e pari al 20,7 per cento dell’interno fatturato. La colpa va addebitata ai costi delle nuove aperture (il costo della distribuzione  e del venduto è salito a 380 milioni di euro), che inizialmente diluiscono la redditività ma hanno rilanciato i ricavi.
L’utile netto ha mostrato un progresso del 18 per cento a 137,2 milioni di euro. Anche lo smaltimento delle scorte di magazzino e la politica dei saldi hanno pesato sui margini. Così è salito il capitale circolante (+32 per cento a 483 milioni) e di conseguenza la posizione finanziaria netta è lievitata a 301 milioni (289 milioni a fine anno anche per colpa del pagamento dei dividendi).
Nel complesso l’investimento per il rilancio del marchio sta andando a buon fine, ma richiede più tempo per questo  motivo il management ha preferito non sbilanciarsi indicando per quest’anno risultati in crescita di oltre il 10 per cento a livello di vendite e del 10-12 quanto a redditività.
Nel 2012 Boss ha pianificato l’apertura di settanta nuovi punti vendita, per rafforzare la sua presenza a livello planetario e per puntare con decisone sul canale retail. Nel 1° semestre meno della metà dei ricavi (517 milioni di euro) veniva dai negozi gesti da Boss e la maggior parte (551 milioni di euro) è ancora realizzata dai grandi magazzini e dal canale wholesale.