Spa: i cali del costo del petrolio non fanno bene ai Moratti

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La semestrale della Saras, la compagnia di raffinazione guidata da Gianmarco e Massimo Moratti soffre per il calo di prezzi del petrolio. Il gruppo milanese che gestisce a pochi chilometri da Cagliari la più grande raffineria del Vecchio Continente, ha chiuso i primi 6 mesi di quest’anno con una perdita di 117 milioni di euro contro l’utile di 82 milioni di euro dello stesso periodo del 2011.
E così a piazza Affari il titolo è arrivato a perdere fino all’8 per cento. Un calo  per molti fisiologico anche perché, dai minimi di fine giugno a 0,66 euro, il valore dell’azione in queste settimane era cresciuto addirittura del 40 per cento.
La causa principale è proprio il repentino calo del prezzo del greggio, da marzo fino a fine giugno crollato da 120 a 90 dollari Usa, e questo ha comportato di conseguenza “una pesante svalutazione degli inventari petroliferi”.
I Moratti hanno scelto di aggiornare subito il valore del petrolio acquistato ai nuovi prezzi del semestre. Questo comporterà d’altro canto un miglioramento del conto economico nel 2° semestre, visto che negli ultimi 2mesi e mezzo il greggio è tornato a quota 110 dollari Usa.
Sul bilancio di metà 2012 pesano anche i derivati: Saras ha deciso di proteggersi dalle oscillazioni del greggio con una serie di coperture: solo che nel 1° semestre dello scorso anno avevano fruttato un guadagno di oltre 70 milioni di euro, mentre quest’anno è stato solo di 38,9 milioni di euro.
C’è anche da segnalare la difficoltà nel reperire greggio ad alta qualità dopo l’embargo deciso dai paesi occidentali nei confronti dell’Iran, i cui pozzi producono idrocarburi di alto livello.