Spa: i tre fattori che frenano l’ascesa di H&M ma i conti sono ok

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I conti di Hennes & Mauritz (H&M) accusano qualche colpo.  Come la crisi, le temperature troppo , l’apprezzamento della corona svedese. Il gruppo di abbigliamento, con sede a Stoccolma, sembra aver risentito di questi fattori, almeno secondo Karl-Johan Persson, il ceo della società.
Dal bilancio del 3° trimestre (vale a drie giugno-agosto di quest’anno) emergono ricavi in aumento del 7 per cento e un utile netto a 3,622 miliardi di corone, vale a dire circa 427 milioni di euro, in crescita dell’1 per cento rispetto allo stesso periodo del 2011. Peccato che le attese degli analisti indicassero una cifra di 3,94 miliardi di corone.
Si tratta di una delusione che ha avuto ripercussioni sul titolo in borsa, con perdite sensibili all’avvio della seduta di oggi. Ha detto Persson in una nota: «Le vendite e gli utili del terzo trimestre sono stati influenzati significativamente dagli effetti negativi della conversione delle valute. Inoltre, la congiuntura è rimasta difficile in molti mercati, a causa sia del clima molto caldo in agosto che delle misure di austerità che hanno ridotto i consumi».
Ma, nonostante le temperature che hanno scoraggiato gli acquisti, secondo il ceo del gruppo scandinavo, Hennes & Mauritz: «Ha continuato a guadagnare quote di mercato» e ha accelerato l’espansione del gruppo su scala planertaria, con l’obiettivo di ben 300 nuove aperture contro le 275 che erano state previste prima.
Vale la pena ricordare che
Fu fondata a Västerås nel 1947 da Erling Persson con il nome di Hennes (“per lei” in svedese), dal momento che vendeva solo abiti femminili. Nel 1952 apre il suo primo storico store a Stoccolma. Nel 1968 Persson acquisì a Stoccolma il negozio di abbigliamento per uomo Mauritz Widforss, facendo aumentare il giro di affari dell’azienda anche in questo settore.