Spa: Ibm va a gonfie vele, Intel se la cava…

800px-IBM_logo.svg

Nel quarto trimestre 2011, il colosso Ibm ha visto crescere l’utile del 4,4 per cento, a bilanciare il calo delle attività collegate all’hardware è stato l’aumento degli introiti di software e servizi.
Il titolo, che lo scorso anno ha guadagnato il 25 per cento, ha acquistato nell’afterhours quasi il 3 per cento arrivando a quota 185,5 dollari per azione.
Nel 2012 IBM prevede un utile per almeno 14,85 dollari per azione, al di sopra quindi delle stime fatte dagli analisti a 14,82 dollari. Nel quarto trimestre il colosso statunitense ha incassato profitti per 5,49 miliardi di dollari, 4,62 dollari per azione, dai 5,26 miliardi, 4,18 dollari per azione, dello stesso periodo del 2010.
Il giro d’affari è salito dell’1,6 per cento a 29,5 miliardi (dell’1 per cento includendo le fluttuazioni valutarie, con un aumento del 3 per cento in Nord e Sudamerica, del 2 per cento in Asia e dell’1 per cento in Europa, Medio Oriente e Africa).
Nel 2011 IBM ha fatto segnare profitti per 15,85 miliardi, 13,06 dollari per azione, il 6,9 per cento in più rispetto ai 14,83 miliardi, 11,52 dollari per azione, del 2010, mentre il giro d’affari è aumentato del 7 per cento (106,9 miliardi di dollari Usa).
Intanto Intel, il colosso americano dei microchip, ha invece registrato un modesto aumento dell’utile nel quarto trimestre, riuscendo comunque a battere le previsioni degli analisti. La società ora guarda al futuro in modo più aggressivo: le spese in conto capitale infatti saranno aumentate a 12,5 miliardi di dollari Usa nel 2012, ovvero circa 1,7 miliardi in più rispetto al 2011.
Nel quarto trimestre Intel ha riportato profitti per 3,4 miliardi di dollari, 64 centesimi per azione, contro i 3,2 miliardi, 56 centesimi per azione, dello stesso periodo dell’anno scorso.