Spa: Ikea cede i diritti del marchio e mette “al sicuro” 9 miliardi di euro

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Ikea ha avuto una bella pensata: cedere il marchio e al contempo trasferire 9 miliardi di euro in un paradiso fiscale. Il colpo di genio è venuto all’ottantaseienne, Ingvar Kamprad, deus ex machina della famosa ditta di mobili che non ha mai negato di avere poca simpatia per le tasse.
Così la Fondazione Interogo, proprietaria dei diritti intellettuali dell’azienda scandinava, ha venduto il marchio alla filiale Inter Ikea Systems. Il direttore della comunicazione, Andres Beylund,  ha così commentato: «La transazione ha lo scopo di semplificare la struttura azionaria del gruppo».
In realtà questa operazione potrebbe nascondere la volontà di traferire il corrispettivo della vendita in una nazione offshore.
La valutazione del brand è stata effettuata da esperti esterni. L’operazione è avvenuta con un aumento di capitale della controllata da parte della Fondazione Interogo per 3,6 miliardi di euro. Il resto, 5,4 miliardi, sono arrivati grazie a un prestito che la Fondazione ha concesso alla stessa Inter Ikea System.
Il colosso svedese non è nuovo a questo tipo di polemiche per via del controllo che Kamprad esercita sul gruppo attraverso società situate in paradisi fiscali, come appunto la Interogo. Lì sarebbero stati nascosti circa undici miliardi di euro, sottraendoli all’opinione pubblica svedese e, soprattutto, al fisco. Fino ad allora la Interogo con sede legale a Vaduz non era conosciuta, tanto che nei documenti della sua fondazione non erano citati direttamente né la società Ikea né il nome del suo fondatore.
E anche un’altra fondazione “benefica” fa capo alla Interogo, si tratta della Ingka, che ha sede nei Pesi Bassi e nel cui consiglio di amministrazione fa parte proprio lo stesso Kamprad.