Spa: il gruppo Campari chiude un semestre davvero positivo

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Campari, il celebre liquore italiano, chiude il semestre con risultati “positivi e in linea con le aspettative”: i ricavi sono cresciuti del 5 per cento a 618,3 milioni di euro e l’utile del 3,5 per cento a 77,9 milioni di euro. E guarda con fiducia alla fine del 2012.
Ha spiegato il Ceo, Bob Kunze-Concewitz: «Per il secondo semestre – non ci attendiamo alcun miglioramento dello scenario economico nei mercati più critici, le nostre previsioni rimangono orientate a un cauto ottimismo in un contesto bilanciato in termini di rischi e opportunità».
Il Ceo ritiene che per la 2ª metà del 2012 «Le performance in Italia e Sud America possano essere compensate dal buon andamento delle regioni più dinamiche, quali il Nord America e l’Asia-Pacifico, unitamente a un ritorno a normali condizioni di trading in Russia e a una lenta ma graduale risoluzione della disputa commerciale in Germania».
I conti economico evidenziano un Ebit a 147,4 milioni di euro (un +6 per cento), un Ebitda di 162,9 milioni di euro (un +5,7 per cento). Il tutto con un debito che è leggermente salito rispetto a fine dello scorso anno da 636,6 a 655,7 milioni di euro.
Nell’area del continente americano, pari al 33,7 per cento del totale, c’è stata una crescita complessiva del +9,6 per cento. Mentre i ricavi sul mercato nostrano,  il 34,4 per cento del totale, hanno beneficiato del traino di marchi come SKYY Vodka, Campari, Aperol, che hanno compensato i risultati più deboli di GlenGrant, Cynar, del segmento  Crodino e “still wine”.
Nel resto del Vecchio Continente le vendite, il 22,2 per cento del totale, hanno avuto un calo del -2,1 per cento, risentendo soprattutto della frenata in Germania (un -9,7 per cento). Svizzera e Austria hanno fatto bene con Aperol, mentre Francia e Spagna hanno risentito dalla crisi e dall’aumento delle tasse. Nel resto del globo, Campari ha registrato una crescita del +22,5 per cento, registrando buoni risultati in Australia.