Spa: il paradosso della Swatch, utili record e perdite in borsa

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La crescita di Swatch è impetuosa eppure il mercato la punisce. Sono le apparenti contraddizioni del mercato, vediamo il perché di tutto questo.
Il primo produttore mondiale di orologi gruppo svizzero lo scorso anno ha realizzato un utile record di 1,27 miliardi di franchi svizzeri (vale a dire oltre 1,5 miliardi di euro) in crescita del 18,1 per cento rispetto al 2010. Il giro d’affari ha superato per la prima volta i 7 miliardi di franchi, raggiungendo 7,14 miliardi di franchi, con un aumento del 10,9 per cento (ovvero un notevolissimo +21,7 per cento a cambi costanti).
Per quanto concerne le vendite anche quest’anno è cominciato bene. L’utile operativo nello scorso anno è salito del 12,4 per cento a 1,61 miliardi di franchi svizzeri. Il margine operativo è passato dal 23,5 per cento al 23,9 per cento, nonostante il rincaro delle materie prime e i tassi di cambio sfavorevoli.
Il finanziamento dell’azienda rimane assai solido: la quota di capitale proprio si è attestata all’82,3 per cento, pari a 8,1 miliardi di franchi svizzeri. La redditività del capitale proprio è aumentata da 16,5 a 16,8 per cento.
In borsa, però, paradossalmente come detto sono scattate le vendite perché gli analisti avevano preventivato un utile operativo di 1,67 miliardi di franchi vizeri, anziché di 1,61 miliardi. E così incredibilmente il titolo nella borsa di zurigo perde il il 5 per cento!
Una curiosità legata al nome di questa celebre ditta: l nome “Swatch” è spesso frainteso come la contrazione delle parole “Swiss”, svizzero, e “watch”, orologio. Ma il patron dello Swatch Group, Nicolas Hayek, ha invece detto che la contrazione originale era quella di “second”, secondo, e “watch”, in quanto il nuovo orologio fu introdotto con un nuovo concetto, dallo stile casual, divertente ed economico.