Spa: la Campari vola nelle vendite e in borsa

Campari

Il gruppo Campari ha di che poter essere soddisfatto. Risultati positivi e crescita anche nei mercati “difficili”, a partire dal Belpaese. L’azienda ha chiuso il 1° trimestre 2012 con un miglioramento dell’utile prima delle imposte pari al 4,6 per cento (a quota 52,8 milioni di euro) e un aumento del fatturato pari a 279,3 milioni di euro, più 4 per cento rispetto al 2011 e più 2,8 per cento su base organica. Campari così conferma le previsioni per l’intero esercizio di “cauto ottimismo” molto apprezzato dalla Borsa, che ha fatto salire il titolo fino all’1,5 per cento.
I risultati sono stati positivi quasi ovunque ma con tassi di crescita diversi: il più cauto è stata proprio il nostro Paese, che ha fatto registrare un aumento delle vendite pari allo 0,5 per cento (0,3 per cento per la sola crescita organica). La crisi colpisce i consumi, come si vede anche dall’analisi dei singoli prodotti: per quanto riguarda l’Italia, infatti, hanno segnato un meno 9,5 per cento i vini, per la debolezza del canale di vendita dei ristoranti. Poco brillanti anche i risultati della Cinzano.
Qualche cautela continua anche a caratterizzare i dati che vengono dalla Germania in rapporto ad alcuni prodotti, soprattutto a causa di una disputa legale con un distributore. Mercato difficile anche in Brasile e in Russia, stanno invece andando molto bene Messico, Australia, Argentina. Decisamente positive le Americhe e in particolare l’area a stelle e strisce (con oltre il 20 per cento delle vendite del gruppo) dove il fatturato è salito del 5,4 per cento grazie in particolare all’andamento degli spirits (dalla Wild Turkey alla Sky Vodka).