Spa: la crisi morde anche Mediaset, previsti pesanti tagli

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La crisi morde anche il Biscione. Le banche d’affari bocciano infatti Mediaset in attesa del prossimo 21 marzo, quando verranno pubblicati i conti della società della famiglia Berlusconi. Numeri che nella previsioni della dirigenza avranno un utile netto inferiore al 2010.
Un risultato legato alla raccolta pubblicitaria  che sembra tornata “ai valori di iedic anni fa” ha spiegato il vice presidente di Mediaset Pier Silvio Berlusconi che ha annunciato nuovi tagli ai contratti.
Oggi la bocciatura del titolo del Biscione è giunta da Nomura  che ha abbassato il target price a 1,95 euro da 2,2 euro, quindi ben al di sotto dell’attuale valore delle azioni a 2,126 euro: il titolo ifnatti non scende sotto quota 2 euro in chiusura di seduta dal 19 dicembre dello scorso anno.
Venerdì scorso, l’agenzia di rating S&P research ha ribadito la raccomandazione “strong sell” sulle azioni con prezzo obiettivo a 1,60 euro, sottolineando che la debolezza dei conti non dovrebbe riguardare solo gli utili, ma anche i ricavi in sia in Spagna che in Italia e che l’azienda milanese potrebbe sorprendere negativamente dal lato dei margini ebitda, visti i costi legati ai canali digitali e alle attività della pay tv che non crescono alla velocità sperata.
E’ anche Goldman Sach a nutrire una visione negativa su Mediaset, che ha ribadito raccomandazione “sell” sul titolo, con target price a 2,3 euro da 2,23.
Berlusconi in merito a possibili tagli futuri ha detto che prima dell’estate la società ha “lanciato una manovra che porterà in 3 anni a un risparmio di 250 milioni l’anno di euro, senza toccare il prodotto”.
Dunque ha ribadito quando aveva già affermato Fedele Confalonieri, il presidente, secondo il quale, senza nuove prospettive, diventerà indispensabile dare un taglio a costi e investimenti che oggi ammontanto, rispettivamente, a 1 e 2 miliardi di euro.