Spa: la Fiat in declino pensa di abbandonare l’Italia?

Presentazione FIAT 500

Il ministro del Welfare, Elsa Fornero, si dichiara molto preoccupata per la crisi della Fiat e per l’incertezza che regna sul suo prossimo futuro: «Marchionne ha il dovere di spiegarci quali sono le sue strategie per l’Italia. Il governo non può imporre le sue scelte a un’impresa privata. Ma l’amministratore delegato ci dica come intende cambiare i contenuti del piano Fabbrica Italia. Come sono state modificate le strategie di investimento del gruppo nel nostro Paese. Come sono mutati gli impegni occupazionali negli stabilimenti attivi sul territorio nazionale».
La crisi Fiat sottolinea in ogni caso il declino industriale del Belpaese ancora impantanato in un crisi dagli effetti terribili. E ora arriva l’incubo della “fuga” della casa torinese dal suo Paese di origine e della chiusura di almeno 2e dei 5 stabilimenti superstiti. La ricaduta occupazionale sarebbe devastante sui 25.000 dipendenti diretti del gruppo (più l’indotto). Sarebbe anche l’addio definitivo a un altro settore produttivo, dopo aver  accusato duri colpi su alimentare, chimica, informatica, siderurgia…
Ricordiamo che quello promesso dal gruppo torinese era un progetto faraonico: Fabbrica Italia vale a dire 20 miliardi di euro di investimenti, quindi potente volano per l’intera economia nostrana. La Fornero però sembra battagliera: «A noi sta a cuore che la Fiat difenda e rilanci la sua produzione e i suoi investimenti in Italia, Corrado Passera si sta facendo carico del confronto sulle strategie industriali, io delle ricadute occupazionali».  Il danno sarebbe enorme se la Fiat lasciasse il suo Paese d’origine. Ma Marchionne finora non ha dato nessuna garanzia e nessuna spiegazione…