Spa: la Nestlè viaggia a gonfie vele

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Il gigante alimentare Nestlé conferma le stime su quest’anno ma fa notare di aspettarsi “un anno impegnativo” dopo la  prossima pubblicazione dei conti trimestrali.
Le vendite del marchio hanno registrato un incremento del 7,2 per cento a livello organico a 21,39 miliardi di franchi  svizzeri grazie al supporto arrivato da Oceania, Africa, Asia,: le vendite nei mercati emergenti sono infatti cresciute del 13 per cento contro il 3,1 per cento dei mercati definiti “maturi”. Gli esperti si attendevano, però, un risultato di 21,43 miliardi di franchi.
Il ceo Paul Bulcke ha spiegato che i risultati dei primi 3 mesi, unito all’effetto dei prezzi per il resto del 2012 e a un assai probabile miglioramento delle materie prime nella seconda metà della stagione, “ci permette di confermare l’outlook di crescita organica del 5-6 per cento con un miglioramento del margine di fine anno e degli utili per azione a valuta costante”.
Come tutte le compagnie elvetiche, Nestlé sta soffrendo la forza nel cambio del franco, ma nonostante tutto ha messo nel mirino la divisione per neonati di Pfizer con un’offerta da 9 miliardi di dollari Usa che permetterebbe al gruppo di spingere la crescita nell’enorme mercato cinese.
Vale la pena ricordare la genesi di questo colosso. Intorno al 1860, il farmacista Henri Nestlé creò un alimento per i neonati che non potevano essere nutriti al seno a causa di intolleranze. Il prodotto salvò la vita di un bambino, e la Farine Lactée Henri Nestlé fu presto venduta in tutto il Vecchio Continente. Nel 1866 fu  fondata la Nestlé. Nel 1905, la Nestlé si fuse con la Anglo-Swiss Condensed Milk Company. Rapidamente l’azienda crebbe fino a possedere fabbriche negli Usa, nel Regno Unito, in Spagna, in Germania.