Spa: la Philips crolla alla borsa di Amsterdam

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La multinazionale Philips ha lanciato un “profit warning” per il 4° trimestre dello scorso anno e ora crolla alla borsa di Amsterdam, dove il titolo ieri era indicato in calo di quasi il 6 per cento a fronte di un mercato che era in segno positivo seppur a livello frazionale.
Il grande gruppo ha avvertito che i risultati dell’ultimo scorcio dell’anno sono stati deludenti a causa della debole domanda che ha caratterizzato tutto il Vecchio Continente e, per questo, stima un Ebitda (che è il margine operativo lordo) di “appena” 500 milioni di euro a fronte dei 910 milioni che erano stati incassati nell’esercizio precedente. E dire che le attese degli esperti erano di oltre 600 milioni di euro…
La società, i cui dati ufficiali saranno resi noti a fine gennaio, ritiene comunque di poter raggiungere quelli che erano i target di medio termine, a partire da quelli del 2013 tramite una continua ristrutturazione e una riduzione dei costi.
I margini ora sono tra il 7 e l’8 per cento e secondo Frans van Houten, l’amministratore delegato dovrebbe salire oltre il dieci per cento entro i prossimi 2 anni.
Ricordiamo che la Philips è un’azienda olandese tra le maggiori al mondo nel settore elettronico (audio e video, microprocessori, iluminazione, elettrodomestici, diagnostica medica…). Occupa circa 119.000 dipendenti in oltre 60 Nazioni, e nel 2010 ha generato vendite per 25,42 miliardi di euro.
Koninklijke Philips Electronics N.V. (Reale Philips Elettronica) è la denominazione completa dell’azienda e la sua fondazione risale al 1981 ad opera di due fratelli, Anton e Gerard Philips che l’hanno in breve temo portata al successo planetario.