Spa: la quotazione alla borsa di Hong Kong fa sorridere Prada

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Il gruppo Prada, il celebre brand del superlusso, ha chiuso il suo primo bilancio da quando si è quotata alla borsa di Hong Kong con profitti in aumento del 72 per cento a 431,9 milioni di euro (ovvero 0,17 euro per azione).
Grazie ai proventi della Ipo (IPO, Initial Public Offering, è la sigla che indica la prima offerta pubblica di titoli da parte di una società) e alla cassa generata, la posizione finanziaria netta è positiva per 15,8 milioni di euro: nel 2011 Prada aveva 409 milioni di euro di passività.
E questo nonostante il brand abbia inaugurato 75 nuovi negozi arrivando alla fine dell’anno fiscale con una rete complessiva di 388 punti vendita a gestione diretta.
La crescita, tuttavia, è arrivata sì dalle nuove aperture, ma anche guardando alle vendite like for like (ovvero a parità di perimetro), il marchio ha chiuso lo scorso anno con un aumento delle vendite del 23 per cento (un +25 per cento a 2,55 miliardi di euro i ricavi consolidati).
Per i prossimi 2 anni Prada conta di aprire altri 160 nuovi punti vendita, sia negli Stati Uniti e in Europa, da Bruxelles ad Amsterdam, sia nei Paesi a forte crescita come Medio Oriente e Asia.
Forte dei risultati raggiunti e fiduciosa nelle prospettive di un 2012 che risulti positivo il gruppo ha deciso di distribuire cinque centesimi di dividendo, che tradotto in parole povere significa 170 milioni di euro di monte cedole, circa 1/4 dei profitti generati.
Si tratta di un notevole risultato per la celebre ditta che nell’ultima decade si è  impegnata a ristrutturare le passività che derivavano dalla forte campagna di acquisizioni attuata a cavallo degli anni 2000. Visto il positivo trend ora la maison progetta altri piccoli investimenti, come quello per Sitoy, una società cinese fornitrice di Prada.