Spa: le grandi prospettive di Hugo Boss

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L’anno scorso il marchio tedesco Hugo Boss ha vissuto una stagione eccezionale ma non si ferma qui e promette che anche per quest’anno crescerà a doppia cifra.
Forte nell’abbigliamento maschile, il brand ha chiuso l’esercizio con ricavi saliti del 19 per cento a quota 2 miliardi di euro e un utile netto di 291 milioni di euro, in rialzo del 54 per cento.
Prudente invece la politica della remunerazioni dei soci che è “appena” il 40 per cento in più dell’anno prima: il dividendo proposto per le azioni ordinarie è di 2,88 euro (contro i 2,02 euro dell’anno precedente) e di 2,89 euro per le azioni privilegiate (era di 2,03 euro).
Per quest’anno le vendite di Hugo Boss sono previste in rialzo del 10 per cento anche grazie al piano di nuove aperture, con l’inaugurazione di 50 nuovi negozi, a tutto beneficio della marginalità.
Il brand ha poi proposto una semplificazione della struttura societaria, che prevede la conversione dei titoli privilegio in ordinari. L’operazione dovrebbe avere due effetti positivi: aumenterà la liquidità degli scambi e renderà la governance del gruppo più trasparente.
E potrebbe rendere più facile un cambio di proprietà in futuro. Permira, il ramo della famiglia Marzotto che detiene il pacchetto di controllo di Boss, è convita che il gruppo possa dare ancora grandi soddisfazioni.
Tuttavia l’investimento, fatto nel 2007, ha triplicato il suo valore e il fondo di private equity potrebbe pian piano alleggerire la sua posizione e raccogliere parte dei benefici. Anche collocando sul mercato il 15 per cento del capitale, Permirà continuerebbe ad avere la maggioranza assoluta di Boss.