Spa: le lancette della Swatch non conoscono la crisi

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Nonostante la crisi mondiale le vendite di orologi o meglio degli orologi della Swatch, vanno alla grande. Il gigante svizzero deve la sua grandezza a marchi come Breguet ed Omega, più che ai cronografi di plastica da cui prende il nome.
Nei primi 6 mesi del 2012 il gruppo svizzero ha ottenuto un fatturato di 3,8 miliardi di franchi svizzeri (vale a dire circa 3,16 miliardi di euro), ovvero il 14,4 per cento in più dello stesso periodo dello scorso anno. Per questo il risultato operativo Ebit è passato da 756 a 903 milioni (751 milioni di euro) e l’utile è salito molto più che proporzionalmente a 724 milioni di euro (+25 per cento e pari a circa 602 milioni di euro).
Per il 2° semestre Swatch ha confermato il suo obiettivo di raggiungere quest’anno un giro d’affari record di 8 miliardi di franchi svizzeri (6,66 miliardi di euro), che rispetto ai 6,76 miliardi del 2011 significa crescere del 18 per cento.
Il gruppo della famiglia Hayek ritiene  perciò che se il 1° semestre è andato bene il 2° andrà ancora meglio, nonostante gli allarmi lanciati dagli esperti che sono preoccupati per il rallentamento del Pil cinese.
Vale la pena ricordare che Il nome “Swatch” è spesso stato frainteso come la contrazione delle parole “watch”, orologio e “Swiss”, svizzero. Nicolas Hayek ha invece affermato che la contrazione originale era quella di “second”, secondo, e “watch”, in quanto fu introdotto con un nuovo concetto, dallo stile casual, divertente ed economico. La prima collezione Swatch di 12 modelli fu presentata il 1º marzo 1983 a Zurigo, Svizzera. L’obiettivo delle vendite fu impostato a 1 milione di orologi per il 1983 e di 2,5 milioni per l’anno successivo. Con una campagna di marketing aggressiva e un prezzo veramente ragionevole per un orologio fatto in Svizzera, guadagnò ben presto popolarità mondiale.