Spa: le Pagine Gialle sull’orlo del fallimento

dff62669c6a3a8b220f69299d82a5b88-1-3-agenti-seat-pagine-gialle-spa

L’operazione salvataggio di Seat Pagine Gialle ha ormai le ore contate. C’è tempo solo fino al 29 novembre infatti, ma serve l’approvazione per iscritto dell’accordo sulla consensuale  ristrutturazione del debito altrimenti salterebbe tutto.
Una nota del gruppo afferma che si tratta di tempistica molto impegnativa  e la società non  è ora in grado di sbilanciarsi sul fatto che i creditori senior e i titolari delle obbligazioni Lighthouse saranno capaci di soddisfare nei tempi richiesti la condizione richiesta.
La società, sui cui gravano 2,7 miliardi di debiti, esce dunque allo scoperto e annuncia da un lato di aver trovato un accordo tra le parti per il salvataggio del gruppo, dall’altro lancia un ultimatum ad azionisti (i fondi Permira, Cvc e Investitori Associati), banche (Bnp, Rbs, Paribas, Harbourmaster, Unicredit) e obbligazionisti (Lighthouse). Serve però come detto un accordo scritto altrimenti il cda della società (guidata da Alberto Cappellini) non delibererà sul pagamento della cedola da 52 milioni in scadenza appunto il 30 novembre. Se questo non avverrà, il rischio è che la Seat Pagine Gialle vada verso il fallimento tecnico e che  qualcuno decida di avviare un’azione di responsabilità verso il management.
L’accordo commerciale che è stato raggiunto – ha precisato Seat – non basta per procedere al finanziamento della cedola che dipenderà dalla alla sottoscrizione dell’accordo di lock-up. L’accordo è solo un importante passo in avanti verso la ristrutturazione e fa perno sul fatto che ogni parte si assuma le proprie determinazioni sulla possibile proroga nel caso in cui sia impossibile sottoscrivere l’accordo di lock-up entro il 28 novembre. Insomma si chiede (e si spera) che nessuno faccia saltare il banco ricordando che il gruppo ha una marginalità del 43 per cento.