Spa: le fluttazioni Rcs per operazioni di Della Valle e di Rotelli?

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Continua l’ottovolante per i titoli della Rcs, Per il 2° giorno consecutivo il titolo della casa editrice registra una forte caduta, il 28,44 per cento solo ieri, tornando a quota 1,55 euro dopo aver toccato il 5 settembre il massimo a 2,57 euro.
Ieri 1,6 milioni di azioni passate di mano, nel giorno di picco erano arrivate a 15 milioni. I maggiori indiziati del rastrellamento sembrano essere i principali soci fuori dal patto di sindacato che controlla il 58 per cento del gruppo editoriale. Vale a dire Diego Della Valle titolare di un 5,4 per cento che potrebbe toccare il tetto del 10 per cento e Giuseppe Rotelli, 1° azionista singolo con oltre il 16 per cento, che potrebbe essersi avvicinato al 20 per cento.
Ma entrambi potrebbero non essere costretti a dichiarare nulla alla Consob se non dovessero superare le rispettive soglie. Rotelli, però, nega qualsiasi acquisto in questi giorni: “Non è stata toccata un’azione”.
L’obiettivo di questa azione è legato al fatto che la quotazione Rcs a metà luglio aveva raggiunto un livello assai basso, con un minimo, toccato il 24 luglio, a 0,45 euro. Rcs dunque era valutata dalla Borsa meno di 300 milioni di euro,  vale a dire la cifra che si potrebbe realizzare con la sola vendita degli immobili.
Era perciò un’occasione da non perdere per chi ha in carico le azioni a valori assai più elevati di quelli di Borsa e sulle quali si stanno registrando notevoli minusvalenze, come Della Valle  e Rotelli…
L’impennata delle quotazioni ha poi permesso di rendere più liquido il titolo, infatti alcuni ne hanno approfittato per vendere. E’ stato presentato un esposto in procura da parte dell’avvocato Luigi Giuliano Martino per conto di un professionista di non è stato reso noto il nome. Nell’esposto si fa notare come dal 1° gennaio al 5 settembre di settembre il titolo Rcs abbia guadagnato il 272 per cento contro un listino che nello stesso periodo ha perso il 2,5 per cento.