Spa: luci ed ombre nel bilancio della Campari

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Luci ed ombre nel bilancio 2011 del Gruppo Campari. C’è un fatturato in crescita (un +9,6 per cento, a 1.274,2 miliardi di euro) e margini in aumento  (con l’ebitda, priva di oneri e proventi straordinari, che è migliorato del 10,2 per cento a 329 milioni di euro), debole solo  l’ultima riga di bilancio.
Nel complesso lo scorso anno è stato chiuso con una crescita dell’utile netto pari all’1,9 per cento, a 159,2 milioni di euro. Ma gli analisti avevano previsto di meglio anche se devono prendere atto del positivo calo del debito finanziario netto, a 636,6 milioni di euro (-6 per cento) nonostante le acquisizioni per 31,5 milioni, e un dividendo proposto in crescita del 16,7 per cento (a 0,07 euro per azione).
Ma si aspettavano numeri migliori soprattutto sul fronte della redditività, così il titolo ha pagato pegno tanto che in mattinato è stato sospeso per eccesso di volatilità e poi è rientrato segnando un calo del 7 per cento.
Poi le quotazioni si sono riprese, anche se continuano a pesare sui conti le previsioni non brillanti per il 1° trimestre di quest’anno, che sarà ancora debole. I primi 3 mesi dell’anno comunque sono storicamente deboli per motivi diciamo di stagionalità del prodotto che viene da sempre più apprezzato nei mesi estivi. Il gruppo sconta un avvio lento in Brasile a seguito dell’aumento di prezzi e il mancato rinnovo di un accordo commerciale in Germania.
Ma i vertici della Campari pensano che complessivamente tali fattori potranno essere recuperati nella restante e più importante parte del 2012. Tanto che le previsioni restano orientate a un cauto ottimismo.