Spa: Mediaset cerca nuovi soci per ripianare i debiti di Premium

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“Abbiamo avuto segnali di interessamento da parte di più di un’azienda straniera, stiamo parlando di grandi gruppi che fanno televisione non siamo in fase di negoziazione ma delle conversazioni ci sono”. E quanto ha affermato il vice presidente del gruppo, Pier Silvio Berlusconi, durante la presentazione di palinsesti del prossimo autunno.
Appare chiaro che il pareggio operativo di Mediaset Premium si allontani e che il il gruppo apra la porta a partner internazionali. Anche perché la pay tv di del Biscione “non sta guadagnando abbonati”. Piuttosto guadagna quote di mercato grazie alle difficoltà dell’acerrimo rivale Sky: “Il momento è drammatico per cui è una magra consolazione guadagnare quote in questo contesto. Stiamo tenendo un po’ meglio del nostro concorrente”.
A fine dello scorso mese erano circa 3,4 milioni le tessere Premium attive, mentre quelle realmente utilizzate sono circa 2,2 milioni: gli abbonati si attestano intorno ai 2 milioni circa e il 1° luglio sono scadute diversi tessere prepagate.
Nonostante la perdite accumulate sin dal 2005, circa 270 milioni di euro, e il rinvio al 2014 del pareggio operativo (che invece era atteso per lo scorso anno), Berlusconi ha rivendicato la scelta “strategica” di puntare sulla pay-tv: «Tutte le pay-tv in fase di lancio perdono cifre importanti Premium, che è in attività da otto anni, ha perso molto meno di qualsiasi altra pay. Sky Deutschland ad esempio perde di più in un singolo anno di quanto Premium abbia fatto in tutti questi anni. La scommessa su Premium è strategica e ha anche una motivazione difensiva: tenere Sky a un livello di ricavi e di utili che ci permetta di competere».
Non va meglio sul fronte della raccolta pubblicitaria: nel primo semestre di quest’anno è stata in linea con l’andamento dei primi 3 mesi del 2012 quando evidenziò un calo del 10,2 per cento.
«Nei primi sei mesi – ha spiegato Pier Silvio Berlusconi – la raccolta è stata stabile rispetto al 1° trimestre. Il mese di giugno non ha pesato in maniera straordinariamente positiva, ma fare previsioni sul futuro è ancora più difficile rispetto agli ultimi anni”.
Netto il giudizio di Giuliano Adreani, ad del gruppo e numero uno di Publitalia: «Bisogna mettersi in testa che il 2012 sarà negativo».