Spa: Mediaset paga dazio alla crisi, male anche la pay tv

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La crisi morde anche in casa Mediaset, in calo infatti il carico pubblicitario che frena gli utili del Biscione. Le reti berlusconiane hanno infatti chiuso l’esercizio 2011 con 225 milioni di euro di profitti, vale a dire il 36 per cento in meno del 2010.
Colpa come dicevamo del momento negativo della raccolta pubblicitaria che per Mediaset si è concretizzato in un calo del 3,3 per cento delle entrate provenienti dagli spot. Un andamento che è accelerato nell’ultimo trimestre dell’esercizio (guarda caso proprio in coincidenza con l’addio del premier Silvio Berlusconi da capo del governo) quando le 3 reti ammiraglie della casa hanno registrato un disastroso -8 per cento.
Alla luce dei risultati, Mediaset ha dovuto tagliare il dividendo da 35 a 10 centesimi  di euro per azione. Vale a dire che ai soci verranno distribuiti 113 milioni di euro, molto meno dei 400 milioni di euro dati lo scorso anno. Un colpo di forbice che peserà moltissimo sul bilancio della azienda di Cologno che non avrà dividendo nemmeno dalla Mondadori.
Vista la situazione, ora il Biscione, malgrado il piano di tagli ai costi per 250 milioni di euro già pianificato, pensa di chiudere quest’anno con un nuovo calo dei profitti.
A pesare fortemente sui conti è anche il rosso, ormai cronico, della pay-tv. Il Biscione contava di chiudere 2012 per la 1ª volta in pareggio e invece fa i conti con un buco di 68 milioni di euro e l’appuntamento con il profitto è stato rimandato di “almeno un paio d’anni”.
A questo si aggiunge nelle reti generaliste anche la perdita del controllo di Endemol. Fosse la volta buona che riusciremo a non vedere più in Italia programmi del livello del Grande Fratello?