Spa: Microsoft fa segnare profitti oltre le aspettative, delude Google

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Microsoft ha fatto segnare un 2° trimestre fiscale migliore delle previsioni: le vendite sono cresciute in modo omogeneo e anche se l’utile è diminuito leggermente rispetto allo stesso periodo del 2010.
A Wall Street nell’afterhours il titolo ha brindato alla notizia, con un rialzo del 3 per cento circa a oltre 28 dollari per azione. Il colosso dell’informatica nel periodo di riferimento ha fatto segnare profitti per 6,62 miliardi di dollari, 78 centesimi per azione, su un fatturato di 20,89 miliardi di dollari.
Nello stesso periodo 2010 aveva registrato profitti per 6,63 miliardi di dollari, 77 centesimi per azione, per un giro d’affari complessivo  di 19,95 miliardi di dollari Usa.
Risultati che hanno superato le stime degli analisti, che si aspettavano un utile di 76 centesimi, su vendite per 20,9 miliardi di dollari Usa.
Hanno ben funzionato le divisioni che si occupa del pacchetto Office (il fatturato è salito del 3 per cento a 6,28 miliardi di dollari), quella entertainment (+15 per cento a 4,24 miliardi di dollari), quella che segue i server (+500 milioni a 4,77 miliardi di dollari). Fatturato invece in calo del 6 per cento a 4,74 miliardi per la divisione che si occupa di Windows Live e di Windows.
Va meno bene invece un altro gigante, Google. Nel quarto trimestre del 2011 il celebre motore di ricerca ha deluso le stime degli analisti su giro d’affari e profitti e questo ha fatto franare il titolo nell’afterhours a Wall Street, dove è arrivato a cedere quasi il 10 per cento.
Google ha visto crescere l’utile del 6,3 per cento a 2,71 miliardi di dollari, 8,22 dollari per azione, contro i 2,54 miliardi, 7,81 dollari per azione, dello stesso periodo dell’anno scorso.
Il giro d’affari è aumentato del 25 per cento, ovvero il passo più lento nel 2011, a 10,58 miliardi di dollari. Nel 2011 Google ha riportato un giro d’affari di 37,9 miliardi di dollari Usa, contro i 29,32 miliardi del 2010, mentre l’utile è stato di 9,73 miliardi di dollari, 29,76 dollari per azione, contro gli 8,505 miliardi, 26,31 dollari, dello stesso periodo dell’anno scorso.