Spa: Mondadori chiude un buon 2011 ma prevede un 2012 difficile

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Avere 50 milioni di euro di profitti per il 2011, ma nessun concedere nessun dividendo per i soci. Il gruppo Mondadori sceglie questa strada  prevedendo un 2012 difficile e preferendo così avere delle “scorte”.
Ha dichiarato l’ad Maurizio Costa: «In questo contesto, è difficile ipotizzare che il gruppo possa ripetere i risultati del 2011. Il nostro è un messaggio di cautela, per cui nel 2012 il Cda proporrà all’Assemblea la non distribuzione dei dividendi al fine di rafforzare la struttura finanziaria e patrimoniale della società».
Analizziamo nel dettaglio i numeri del 2011, il gruppo centrato sui magazine e sui libri e ha chiuso l’esercizio con ricavi in lieve calo a 1,5 miliardi di euro (-3,1 per cento l’anno precedente), un margine lordo a 130,4 milioni di euro (-7 per cento), un risultato operativo di 103,8 milioni di euro (-9,1 per cento) e profitti in aumento del 17,8 per cento a 49,6 milioni di euro rispetto ai 42,1 milioni di euro dell’anno prima.
In leggero miglioramento anche la posizione finanziaria netta del gruppo, negativa per 335,4 milioni di euro, 7 milioni di euro in meno rispetto a fine 2010.
Il 2012 è invece partito male: nei primi 3 mesi Mondadori stima una flessione nella raccolta pubblicitaria di circa il 15 per cento, tuttavia il gruppo, afferma Costa, dovrebbe: “assestarsi su una flessione più ragionevole” a cominciare dal mese di aprile.
Vale la pena ricordare che a cavallo fra gli anni ottanta e novanta, la Cir di De Benedetti e la Fininvest di Berlusconi si contendono la proprietà della Mondadori: per dirimere la questione si affidano ad un arbitrato super partes. Il conseguente lodo arbitrale, depositato il 20 giugno 1990, ha dato ragione a De Benedetti, ma Berlusconi ha impugnato  il lodo dinanzi alla Corte di Appello di Roma che il 24 gennaio 1991 lo annulla, riassegnando la Mondadori alla Fininvest. Successivamente, nel 2007 la Cassazione stabilirà che quella sentenza era stata viziata dalla corruzione del giudice da parte di Cesare Previti.