Spa: Olympus sull’orlo del tracollo

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Uno dei marchi più celebri per gli appassionati di fotografia, uno dei più noti dopo Canon e Nikon, rischia di scomparire di scena. Si tratta della giapponese Olympus. Il gruppo infatti è impantanato da tempo nello scandalo per l’occultamento delle perdite finanziarie, ora ha affermato intende pubblicare la semestrale 2011-2012 entro il 14 dicembre, ovvero l’ultima data concessa dalla borsa. Se il brand  del Sol Levante non rispettasse tale termine, i suoi titoli, che sono sotto stretto controllo, verranno cancellati dalla Borsa. I vertici dell’azienda sperano di evitare questa durissima sanzione presentando il suo bilancio partendo dai risultati dell’inchiesta condotta da una commissione indipendente sulle passività camuffate.
Un’indagine che di certo non ci è andata leggera tanto da definire il top management  dell’Olympus “marcio fino all’osso” tanto da corrompere anche altri livelli di comando più  in bassi. Stiamo parlando di una voragine di 1,7 miliardi di dollari (!) provocata da commissioni pagate a mediatori e da perdite. Ora la commissione sta cercando di far luce sui meccanismi che hanno reso possibile la creazione di un simile dissesto nel corso di decenni. Un disastro contabile che è stato reso possibile grazie anche ad evidenti complicità nel mondo dell’auditing e bancario.
Ricordiamo che lo scandalo del gruppo Olympus (azienda fondata nel 1919 con sede principale nella capitale Tokyo) è scoppiato quando alcune settimane fa il britannico Michael Woodford, il primo Ceo straniero della storia del gruppo giapponese,  ha chiesto conto di 1,4 miliardi di dollari di commissioni pagate a non meglio  identificati mediatori residenti in paradisi fiscali ed è stato licenziato in tronco.