Spa: per Burberry bilancio ok e tante nuove aperture

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Burberry va a gonfie vele. Il brand registra una crescita superiore al 20 per cento su tutta la linea e flussi di cassa raddoppiati per Burberry che continua a macinare utili e ad aumentare la redditività. Il gruppo ha chiuso l’anno fiscale (il 31 marzo 2012) con un utile netto aumentato del 26 per cento a 263,3 milioni di sterline e flussi di cassa più che duplicati a 388 milioni di sterline (177 l’esercizio precedente).
Aumenta la liquidità nonostante gli investimenti in nuovi negozi, il gruppo britannico nel 2011 ha aperto 23 nuove vetrine nelle capitali del lusso come Parigi, Taipei, Hong Kong.
Le nuove aperture, hanno contribuito a rilanciare i ricavi retail (un +31 per cento), rispetto al canale wholesale (un +8 per cento) e ad aumentare la redditività della griffe. Il fatturato 2011-2012 del gruppo è cresciuto del 24 per cento a 1,86 miliardi di sterline, con un margine industriale lordo salito dal 64 al 68 per cento.
L’espansione del brand attraverso l’apertura di nuovi monomarca proseguirà anche per il 2012. Burberry prevede di aumentare del 12-14 per cento gli spazi di vendita con l’apertura di nuovi flagship a Chigago e ancora una volta ad Hong Kong, con investimenti di 180-200 milioni di sterline.
Vale la pena ricordare che Burberry realizza vestiti, accessori e cosmetici. Caratteristico è il motivo a tartan che è spesso presente sui suoi prodotti e che è divenuto il suo simbolo più riconosciuto e imitato. Il nome iniziale del marchio era “Burberry’s” o “Burberrys”, poi destinato cambiato dal 2000 in “Burberry of London”. Tale scelta venne effettuata quando la casa produttrice, ormai conosciuta in tutto il mondo, volle identificare i capi prodotti esattamente nelle sedi di Londra da quelli prodotti in altri sedi. Sia Elisabetta II che il Principe Carlo hanno concesso all’azienda la Royal Warrant.